6 Febbraio 2018

I giudici non hanno ancora deciso se ammettere le 752 parti civili

STENTA a decollare il processo contro i vertici della ‘vecchia’ Cassa di Risparmio di Cesena, accusati di false comunicazioni sociali, ostacolo agli organi di vigilanza e illecito amministrativo (quest’ ultimo solo per la banca). Ieri pomeriggio, nella seconda udienza, il collegio giudicante presieduto da Giovanni Trerè, affiancato da Marco De Leva e Dora Zambelli, avrebbe dovuto decidere sull’ ammissione delle 752 parti civili e sulla richiesta di alcuni avvocati difensori di trasferire il processo a Roma per competenza territoriale poiché il reato più grave (ostacolo alla vigilanza) si sarebbe concretizzato con l’ arrivo alla sede centrale della Banca d’ Italia della mail contenente il bilancio relativo all’ esercizio 2012. Ma le opposizioni degli avvocati difensori alle costituzioni di parte civile (ci sono anche la Banca d’ Italia e la Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo) sono state numerose e articolate, per cui il presidente Trerè ha modificato il programma: martedì 13 febbraio sarà depositato il provvedimento sull’ ammissione delle parti civili e sulla competenza territoriale, mentre la prossima udienza (se il processo continuerà a Forlì) si svolgerà venerdì 23 febbraio. Il pubblico ministero Francesca Rago ha già comunicato l’ intenzione di ascoltare dieci testimoni. GLI IMPUTATI, dopo il decesso di tre delle persone indagate, sono rimasti nove: l’ ex presidente Germano Lucchi, 80 anni, di Cesena; gli ex consiglieri Giovanni Maria Boldrini, 76 anni, di Rimini; Francesco Carugati, 49 anni, di Faenza; Pier Angelo Giannessi, 76 anni, di Mercato Saraceno; Mario Riciputi, 66 anni, di Cesena; Giovanni Tampieri, 79 anni, di Faenza; gli ex membri del collegio sindacale Vincenzo Minzoni, 63 anni, di Lugo, e Luigi Zacchini, 66 anni, di Cesena, e l’ ex direttore generale Adriano Gentili, 71 anni, di Cesena. Nessun imputato ha partecipato alle prime due udienze del processo, mentre era presente entrambe le volte Davide Fabbri, presidente del Comitato difesa risparmiatori Cassa di Risparmio di Cesena che insieme all’ Adusbef rappresenta 302 azionisti che si sono costituiti parte civile, mentre il Codacons ne rappresenta 381; gli altri soci che hanno chiesto di partecipare al processo per chiedere il risarcimento del danno subito per il deprezzamento delle azioni superiore al 95% sono rappresentati da alcuni avvocati che non hanno legami con le associazioni dei consumatori. pa.mo.

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