13 Novembre 2018

Giudice ordina un’ altra perizia sul generatore

IL GENERATORE diesel di emergenza non entrò in funzione quando l’ acqua raggiunse il ponte Zero della nave che stava ormai andando alla deriva. Le scialuppe di salvataggio (le ultime tre) non furono sbracciate e calate in mare, né gli ascensori tornarono al loro posto. Il naufragio della Costa Concordia torna nuovamente d’ attualità. Sì perchè il tribunale di Genova ha disposto «una consulenza tecnica sul mancato funzionamento del generatore di emergenza» della nave naufragata all’ isola del Giglio il 13 gennaio 2012 e sul «collaudo della procedura di ripartenza in emergenza a seguito di black-out, accogliendo le richieste di un naufrago difeso in giudizio dal Codacons». Lo ha reso noto proprio l’ associazione dei consumatori che si è sempre battuta, anche in fase di processo a Grosseto, sul malfunzionamento dell’ apparecchio. La consulenza tecnica è stata disposta dal giudice della prima sezione civile del tribunale di Genova nel giudizio «azionato da un naufrago della Concordia per far valere sia le responsabilità di Costa Crociere sia quelle della società costruttrice Fincantieri nonché del registro navale Rina». La consulenza è finalizzata a verificare «se vi sia stato un malfunzionamento del generatore di emergenza e se esso abbia dispiegato efficacia causale sulla vicenda dell’ attore, se vi siano elementi per ritenere o escludere che tale malfunzionamento fosse un difetto originario della nave e se risulti o meno il controllo di tale fattore da parte del Rina». Più volte, infatti, nel corso del processo di primo grando a Grosseto, l’ associazione chiese l’ acquisizione del verbale di collaudo. Richiesta mai accolta. Anche i periti dei giudici avevano rilevato che tale documentazione non era stata messa a loro disposizione. «Finalmente si apre la strada all’ accertamento di tutta la verità – dice il Codacons – sul tragico incidente». Esami sul generatore diesel erano stati fatti comunque anche durante il processo: i periti, i giudici e la Procura effettuarono anche un sopralluogo sulla nave. Secondo gli inquirenti grossetani comunque, anche se il generatore di emergenza avesse funzionato, la portata d’ acqua che entrò nella nave dopo la collisione con lo scoglio, non sarebbe mai potuta essere pompata fuori e circoscritta grazie alle porte stagne. Tesi infatti sposata dai giudici in due gradi di giudizio nei confronti di Francesco Schettino.

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