Il giudice: «Indizi di un “cartello” per allineare i prezzi»
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fonte:
- La Provincia di Como
Accordi tra compagnie petrolifere per tenere alto il prezzo della benzina alle stazioni di servizio. Facile pensarlo, mentre si scorrono i dati sui prezzi rilevati a Como in queste ore. E proprio un magistrato comasco, Giuseppe Battarino, nel 2013 a Varese aveva ipotizzato – nell’ ambito di un’ inchiesta condotta dalla Guardia di finanza e nata da un esposto del Codacons – l’ esistenza di una «santa alleanza» tra i colossi della benzina. «Esistono indizi – scriveva il magistrato – di commissione di delitti da parte di legali rappresentanti e dirigenti delle compagnie petrolifere». «L’ ipotesi – spiega ora Battarino a La Provincia – era che esistesse un cartello tra le grandi compagnie che permetteva rialzi del prezzo dei carburanti. Dal punto di vista penale si parlava di turbativa del mercato e truffa. C’ erano gli estremi per procedere a dei sequestri, che però per correttezza non avevo disposto (era giudice per le indagini preliminari, ndr) perché la competenza territoriale era dei luoghi in cui gli accordi potevano essere stati conclusi, quindi Roma, Milano e Genova, dove hanno sede le compagnie. Non so che seguito abbiano dato le procure di quelle città». «Da automobilista ricordo però – conclude – che nelle settimane successive al clamore suscitato da quell’ indagine i prezzi della benzina a Varese erano scesi di qualche decimale…». Da un lato, quindi, è reale il rischio di un “cartello” tra colossi per concordare i prezzi. Dall’ altro i meccanismi di controllo appaiono piuttosto blandi, poco incisivi. In mezzo ci sono i cittadini. M. Sad.
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