11 Giugno 2012

Giudice di Varese congela la Costa E undicimila euro

Giudice di Varese congela la Costa E undicimila euro

Sentenza-pilota a Varese: il tribunale ha negato ai genitori di un bambino di accettare gli undicimila euro di risarcimento proposti dal Costa Crociere. Erano tutti insieme a bordo della Costa Concordia il 13 gennaio quando la nave da crociera è affondata al largo delle coste dell’ isola del Giglio. E come gli altri passeggeri, anche la famiglia varesina, ha ricevuto la proposta della compagnia di navigazione di ricevere un indennizzo pari a undicimila euro. Transazione negata Ma il giudice tutelare del Tribunale di Varese, Giuseppe Buffone , ha negato ai genitori l’ autorizzazione ad accettare per conto del figlio una transazione che non tiene conto dei danni soggettivi. «Finalmente anche la giustizia italiana riconosce come gli undicimila euro proposti da Costa Crociere ai passeggeri della Concordia come indennizzo per il naufragio del Giglio – commentano dal Codacons – rappresentino un’ elemosina». Il coordinamento delle associazioni per la difesa dei consumatori si è battuta da subito affinché le vittime del naufragio ricevessero il giusto indennizzo. La sentenza varesina rappresenta quindi un’ importante vittoria per loro. Oltre che un precedente a cui anche gli altri passeggeri della Concordia potranno appellarsi. Erano in quasi quattromila a bordo della nave da crociera al momento dell’ impatto. Molti dei quali minori, in vacanza nel Mediterraneo con la famiglia. Proprio per tutelarli, il giudice varesino ha deciso che «non sussistono sufficienti elementi per autorizzare la transazione – ha scritto Buffone motivando la sua sentenza riferita alla famiglia varesina- La somma, infatti, va a coprire “tutti i danni” sofferti dai minori e, quindi, anche quelli non patrimoniali. Vi è, però, quanto a questi ultimi, che un evento traumatico, quale quello oggetto di autorizzazione, ha evidente vocazione plurioffensiva, non solo in senso soggettivo (più danneggiati), ma anche in senso oggettivo (più beni giuridici lesi). In altri termini, nel filtro del risarcimento, deve tenersi conto: delle sofferenze soggettive (orbitanti nel concetto di “danno morale”) e dell’ eventuale danno biologico (anche meramente psichico)». «Somma insufficiente» In sostanza undicimila euro sono troppo pochi, soprattutto perché non tengono in considerazione le conseguenze che quella terribile notte potranno avere nella crescita del bambino. «Il tribunale riconosce quindi ufficialmente ciò che il Codacons ha sempre sostenuto – si legge in un comunicato – E cioè che il vergognoso indennizzo da undicimila euro proposto da Costa Crociere e avallato da alcune associazioni dei consumatori con il sostegno della Confindustria, è insufficiente e inidoneo a risarcire i danni, oggettivi e soggettivi, subiti dai passeggeri della Concordia. E che rappresenta un beneficio più per la compagnia che per i viaggiatori». V. Fum. © riproduzione riservata.

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