7 Maggio 2014

Giudice di pace, ufficio soppresso

Giudice di pace, ufficio soppresso

di Paola Toro FRANCAVILLA A Francavilla l’ ufficio del giudice di pace è stato soppresso. Dal mese prossimo le udienze sarano trasferite nella sede di i Chieti, e i locali fino a oggi occupati dal giudice di pace, che sono quelli dell’ ex pretura di viale Michetti, nel giro di pochi mesi, dovrebbero ospitare la nuova caserma dei carabinieri. È l’ effetto della spending review, che ha previsto un nuovo disegno della geografia giudiziaria italiana incidendo sull’ azzeramento delle piccole realtà come quella francavillese. Così, dal 29 aprile, i battenti sono chiusi. In questi giorni, si stanno svolgendo soltanto le udienze precedentemente fissate. Una grave perdita per la città, e per gli avvocati, a giudizio dell’ associazione consumatori Codacons. «Dopo il punto Enel e la stazione ferroviaria solo parzialmente utilizzata, viene cancellato anche l’ ufficio del giudice di pace», commenta il presidente del Codacons di Francavilla, Vittorio Ruggieri, «premesso che è sbagliata la legge a monte, perché i risparmi economici che si ottengono dalla soppressione degli uffici giudiziari territoriali non sono tali da giustificare questo tipo di provvedimento, io credo come avvocato e come rappresentante di un’ associazione di consumatori che questa decisione creerà diversi problemi alla giustizia». Secondo il legale, parte della responsabilità della chiusura dell’ ufficio francavillese è anche dell’ amministrazione comunale: «Com’ è accaduto anche in altri Comuni, si sarebbe potuto salvare l’ ufficio, ma la domanda che doveva essere presentata un anno fa non è stata fatta. A me dispiace soltanto di vedere una città che muore. La salvezza dell’ ufficio sarebbe stato un segnale importante come presidio della legalità». Per mantenere il servizio, il Comune avrebbe dovuto accollarsi le spese del personale e della logistica, ma secondo il Codacons Francavilla si poteva poteva ragionare con i Comuni vicini e reperire i fondi. «Quello del giudice di pace», osserva Ruggieri, «è un ufficio di prossimità che si occupa di quelle controversie che incidono sulle fasce più povere, che ora vedono aumentati i costi di accesso alla giustizia dovendosi spostare a Chieti. Si pensi, ad esempio, al contenzioso per una bolletta non dovuta: è una questione che incide molto di più sulla vita di un pensionato o di un cassaintegrato piuttosto che su quella di un cittadino con un reddito medio alto. Così si scardina il sistema di tutela dei più deboli». Il palazzo del giudice di pace dovrà essere adeguato, attraverso un mutuo, per ospitare i nuovi locali della caserma dei carabinieri, e il progetto secondo fonti comunali sarebbe in dirittura d’ arrivo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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