6 Gennaio 2002

Giro di boa per l´euro, ma i dubbi restano

Giro di boa per l´euro, ma i dubbi restano
Il 55% dei pagamenti nella nuova moneta. L´Ue: usate carte e bancomat

BRUXELLES L`operazione changeover in euro sta funzionando, anche se non mancano le code agli sportelli e alcuni negozi sono stati costretti a dare il resto in moneta nazionale, per mancanza di euro di piccolo taglio. Ormai più del 55% dei pagamenti in contanti si effettua in euro e la quasi totalità degli sportelli automatici è stata adeguata alla nuova moneta. L`Italia non raggiunge ancora la media europea collocandosi con la Francia e la Spagna tra il 25 e il 50 per cento dei pagamenti in euro, ma sta recuperando velocemente il ritardo dei primi giorni. E` quanto afferma la Task force d`informazione rapida allestita dalla Commissione europea a Bruxelles per misurare ogni giorno il termometro della febbre da euro. «I cittadini europei stanno rispondendo meglio del previsto al passaggio all`euro, – dicono i funzionari della task force – 55 per cento dei pagamenti nella prima settimana contro il 50 auspicato dal Commissario agli Affari economici Pedro Solbes, è un ottimo risultato». Alcuni si sono «convertiti» da subito alla nuova moneta come i Paesi Bassi e la Grecia che hanno superato l`80% nel fine settimana. Germania, Finlandia, Austria, Lussemburgo, Irlanda e Portogallo sfiorano il 65%. E adesso che le nuove banconote sono nelle tasche della maggioranza della popolazione europea, si veleggia verso il 90 per cento dei pagamenti in euro entro la fine della prossima settimana. Ma nonostante il successo iniziale del changeover, l`esecutivo Ue non abbassa la guardia e ieri, nella grande giornata di shopping pre-Epifania, ha lanciato un appello ai consumatori perché utilizzino gli istituti di credito e non i negozi per cambiare le banconote di grosso taglio. Spesso infatti i grossi biglietti sono utilizzati nei negozi, mentre i piccoli importi vengono cambiati nelle banche. «L`effetto di questo comportamento è paradossale – spiegano gli esperti a Bruxelles -: il cambio di piccoli importi fa aumentare le code agli sportelli bancari e i negozi si svuotano di contanti in euro utili per i resti». E proprio per distribuire nuova liquidità ai commercianti, alcune banche in Olanda e in Finlandia sono rimaste aperte durante il weekend. Da Bruxelles arriva un invito alla calma: sino a fine febbraio continuerà la doppia circolazione lire-euro, le banconote potranno essere cambiate sino a fine marzo in tutte le banche e per dieci anni alla Banca d`Italia, per cui a nulla serve sbarazzarsi in fretta delle vecchie monete. In casa nostra si respira soddisfazione come nel resto d`Europa. Nella task force changeover allestita alla Banca d`Italia giungono di continuo i dati della transizione e per Antonio Finocchiaro, vicedirettore della Banca e responsabile della task force il passaggio all`euro è andato via liscio, nonostante «qualche inevitabile disagio e sbavatura». Il fatto che gli italiani preferiscano ancora pagare in lire «testimonia che hanno talmente capito il messaggio da essersi riforniti di lire negli ultimi giorni di dicembre da spendere adesso e passare poi all`euro». Qualche preoccupazione Finocchiaro la mostra per le persone anziane e suggerisce «una maggiore comunicazione per favorire l`accredito delle pensioni in conto corrente e l`utilizzo di bancomat e carte di credito per i pagamenti». Non mancano però le polemiche e quattro associazioni di consumatori minacciano cause contro gli euro-arrotondamenti. Codacons, Adusbef, Adoc e Federconsumatori denunziano «le interminabili file ai caselli autostradali, le code in banca e agli uffici postali, agenzie di viaggio e terminali in tilt, ma soprattutto un generalizzato aumento dei prezzi». Per queste associazioni l`entrata dell`euro «ha fornito un alibi alla stragrande maggioranza dei commercianti che hanno così modificato i loro listini al rialzo, arrotondando prezzi di beni e servizi al rialzo». Lunedì durante una conferenza stampa le quattro associazioni di consumatori consegneranno un simbolico «europinocchio» d`oro e un secondo premio «euro-gatto» e «euro-volpe» d`argento «a chi con furbizia e abili stratagemmi ha saputo gabbare i consumatori». E chiederanno all´Unione europea un risarcimento ai cittadini «massacrati dagli arrotondamenti» dei prezzi (100 mila lire a famiglia per il 2002) che tenteranno di difendere avviando le prime 3 cause pilota e diffondendo un modulo per denunciare i casi di arrotondamenti fuorilegge.

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