31 Luglio 2010

Giovani Pd: Masci, problema irrisolto

 
CHIETI. Deficienze strutturali, aule troppo strette e mancanza di documenti che attestino l’ idoneità dell’ istituto di via Vernia in vista della nuova stagione didattica. I giovani del Pd tornano a lanciare l’ allarme rosso sul liceo scientifico Masci. Alessandro Marzoli, vice presidente del consiglio comunale, ha presentato un’ interrogazione al sindaco per conoscere le intenzioni dell’ amministrazione sul problema scientifico. Scuola che, al pari degli altri istituti superiori teatini, rientra nella competenza gestionale della Provincia. «Ma il Masci insiste sul territorio comunale», precisa Marzoli, «ed è doveroso che il Comune prenda posizione in merito. Non vogliamo che su un argomento di questa importanza la politica cittadina vada in ferie». Anche perché ci sono delle relazioni che non fanno dormire sonni tranquilli a chi lavora e studia al Masci. Il liceo scientifico ha riportato diversi danni a seguito del terremoto del 2009. Da allora è scattata una mobilitazione generale per trovare una sede idonea allo scientifico che conta quasi mille studenti iscritti. I ragazzi non si sentono sicuri in classi piccole e sovraffollate. Per questo nell’ ultimo anno scolastico si sono susseguite proteste e accorate richieste d’ intervento rivolte, invano, alle istituzioni locali. «A maggio», afferma Marzoli, «il Codacons ha pubblicato un’ informativa del ministero dell’ istruzione che parla di 390 istituti a rischio in Italia. Nella lista nera ci sono anche il liceo classico Vico, l’ industriale e, appunto, lo scientifico di Chieti». Le preoccupazioni dei Giovani democratici sono avvalorate da documenti contraddittori, a firma della Provincia, su cui punta il dito Pierluigi Barone , responsabile organizzativo dei giovani del Pd. «Dieci giorni dopo il terremoto l’ ufficio tecnico della Provincia aveva accertato che il Masci non aveva subito gravi danni. Relazione», dice Barone, «smentita a maggio dello scorso anno dalla Regione che ha parlato di struttura ad alto-medio rischio. Senza dimenticare che il presidente Di Giuseppantonio ha prima garantito l’ impegno della Provincia per poi correggere il tiro a distanza di qualche mese spiegando che l’ ente non ha fondi». Si arriva ad aprile scorso con la richiesta del Masci di un nuovo sopralluogo per l’ eventuale concessione di una deroga di utilizzo dell’ immobile. Deroga che, a quanto pare, non è stata concessa.
 

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