31 Agosto 2004

Giovani e famiglie: stagione salata

Giovani e famiglie: stagione salata
Sdraio, lidi, drink, discoteche e consumazioni in pizzeria: la mappa dei rincari di un`estate da dimenticare

Sempre più care le uscite serali nella bella stagione anche a Siracusa e provincia. Nonostante i dati definitivi sull`inflazione a luglio confermano il rallentamento dei prezzi (2,3% rispetto al 2,45 di giugno), gli aumenti nei mesi di luglio ed agosto vanno ricercati in spese tipicamente estive. L`Istat conferma che «la spesa per viaggi, alberghi, ristoranti è cresciuta del 25% in tre anni».
Non solo sdraio, ombrelloni e pedalò. I rincari delle vacanze non risparmiano neanche i giovani. Colpiscono così anche l`acquisto di una bibita, una serata in pizzeria o al ristorante, l`ingresso in discoteca. A calcolarlo è un`inchiesta di Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) secondo la quale dall`estate 2001, ultimo anno in cui i portafogli ospitavano ancora le vecchie lire, i costi delle uscite estive dei giovani dai 16 ai 26 anni sono aumentati di circa il 68%. In alcuni casi il prezzo è quasi raddoppiato: è il caso di un ingresso in discoteca passato dalle 20.000 lire ai 15/20 euro.
Bere un drink, andare in pizzeria a mangiare una margherita accompagnata da una Cola in lattina, nell`estate 2001 costava 15.000 circa delle vecchie lire (poco più di 8 euro), mentre ora, per lo stesso tipo di serata bisogna sborsare la bellezza di 13 euro, con un rincaro che tocca il 62,5%. Se poi la serata è ancora giovane e si ha voglia di vivere la notte estiva in una discoteca bisogna mettere in conto di dover spendere altri 15 euro per l`ingresso e successivi 8/10 euro per un`ulteriore consumazione non compresa nel biglietto. Nell`estate 2001, invece, sempre secondo i dati elaborati da Intesaconsumatori, la spesa era di 20.000 lire per la discoteca e di 10.000 lire per un altro cocktail. Un euro, in questo caso è stato considerato come le vecchie mille lire. Considerando i singoli prodotti, una pizza margherita ha avuto un deciso rincaro, passando dalle 4.000 lire ai 4 euro, per non parlare delle pizze più complesse dove il prezzo è salito ad oltre 8 euro. I rincari più alti penalizzano anche chi desidera dissetarsi bevendo acqua o bibite di altro genere: il prezzo di una bottiglietta d`acqua dalle 1.000 lire è passato ad un euro, il costo di una spremuta è passato dalle 2.000 lire a 2,50. Non tutti ormai hanno la possibilità economica di uscire ogni sera, a meno che non si decida di optare per un solo locale»
Ancora di più sembra pesare il rincaro dei prezzi sul bilancio delle spese delle famiglie. In questi casi occorre moltiplicare la cifra per il numero dei componenti familiari, per l`acquisto di un gelato una famiglia media spende circa 6 euro, escluso ovviamente il servizio. Una granita varia da 1,20 a circa 2 euro in base ai gusti, mentre prima era circa 1.200 lire. E` comprensibile come la crisi economica si ripercuota sulle tasche delle famiglie e sono in molti a scegliere di restare in casa, eliminando dai bilanci familiari la spesa delle vacanze. Anzitutto è aumentato il costo dei pacchetti turistici. Chi nelle ultima settimane si è avvicinato ad un`agenzia di viaggi, dice l`Istat, si è visto di fronte a rincari medi del 18,4%. Numeri esorbitanti rispetto al 1% del 2003 e 4,9% del 2002. C`è chi sceglie la risorsa mare con il turismo pendolare che prepotentemente ritorna in auge: colazione al sacco sulla spiaggia e di sera tutti a godersi la città o i comuni della provincia. Ad avvalorare maggiormente queste tendenze una ricerca a livello nazionale della Confcommercio evidenzia «meno persone in vacanza e quelle che ci vanno sono più oculate nelle spese extra».
A luglio i prezzi degli stabilimenti balneari sono aumentati di circa il 65 %. Ma la vera impennata per sdraio e lettini si è fatta sentire nel 2002, quando l`inflazione per la voce stabilimenti si era attestata al 15%. Ristoranti e pizzerie costano il 4,5% in più rispetto a luglio scorso. Un rialzo del 13 % se si considera il tempo passato dall`introduzione dell`euro. Anche rimanendo a casa, secondo notizie dell`Istat, un tipico pasto estivo a base di pesce e crostacei può trasformarsi in un vero e proprio salasso: da luglio 2001 a luglio 2004 l`inflazione per i primi piatti è stata del 17,9%, 9,4 % per il pesce fresco. La raffica del caro prezzi non risparmia nulla, tanto che spinge un anziano consumatore ad un consiglio romantico: «Meglio accontentarsi di stare sul molo ad ammirare il mare in compagnia della propria compagna».

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