Giorni caldi a Expo per l’ ultimo assalto sabato 31 i tornelli chiuderanno alle 17
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fonte:
- la Repubblica
IL CASO ALESSIA GALLIONE AVVISO ai naviganti: ormai, l’ assalto sarà continuo. E anche se magari non si toccheranno i picchi dei 250mila visitatori del fine settimana, da domani gli uomini di Expo prevedono di percorrere l’ ultimo tratto della corsa viaggiando costantemente al di sopra delle 150mila presenze quotidiane. «Il grande afflusso ci sarà da qui fino alla fine, ma le vere criticità saranno negli ultimi due- tre giorni», avverte Giuseppe Sala. Saranno quelli i veri «giorni caldi» dell’ Esposizione. Tanto che il 31 ottobre, quando il sipario calerà sui padiglioni, i tornelli si bloccheranno alle 17. Da quel momento in poi – i cancelli chiudono a mezzanotte – non si potrà più entrare all’ interno del sito. Una richiesta arrivata dal tavolo coordinato dalla prefettura che vigila sulla cittadella. Questione di «prudenza», spiega il commissario. Meglio non rischiare di riempire troppo fino a farlo tracimare il Decumano proprio sul traguardo, con gli organizzatori e le forze dell’ ordine che a quel punto saranno in gran parte impegnati a gestire e a sorvegliare la cerimonia di chiusura dell’ evento a cui parteciperà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Meno tredici all’ alba. Con l’ attenzione concentrata lì, sull’ ultimo giorno di vita di Expo. L’ ultimo sabato da tutto esaurito. L’ addio sarà celebrato – salvo pioggia battente – nello stesso teatro all’ aperto dove si è svolta la manifestazione di inaugurazione. Stesso luogo, stessa diretta televisiva, ma questa volta si salirà sul palcoscenico alle 18. Il programma, dice Sala, sarà messo a punto «nei prossimi giorni », ma l’ impianto dovrebbe essere «istituzionale» e i veri protagonisti, come accade in tutte le Esposizioni, dovrebbero essere i Paesi, pronti a partecipare con parate, musiche e abiti tradizionali. Eppure, per chi lavora dietro le quinte e al comando della macchina organizzativa non è ancora arrivato il momento di abbassare la guardia. Ogni giorno, ormai, il corpo a corpo con la folla ai tornelli è garantito. E, come spiega il commissario, è necessario tenere sotto controllo in ogni momento il flusso in entrata e in uscita. È quello che, per dire, è accaduto anche ieri, tra code agli ingressi, davanti ai padiglioni e un Decumano trasformato in un fiume di gente. Una scena molto simile a quella del sabato record da 272mila presenze della scorsa settimana. Anche questa volta, però, non c’ è stato bisogno di chiudere i cancelli per arrestare gli arrivi. «Per ragioni di sicurezza, il sito può ospitare al massimo 250mila persone contemporaneamente, ma siamo stati sempre sufficientemente lontani», conferma Sala. Così come gli organizzatori hanno escluso di rendere obbligatorie le prenotazioni negli ultimi giorni. Certo, in momenti così è impossibile non trovare file e folla: dai padiglioni ai ristoranti. È il motivo per cui un visitatore di Roma presenterà al giudice di pace della Capitale una causa risarcitoria per «danni da coda eccessiva ». Il Codacons ha deciso di offrire assistenza legale a chi avesse vissuto la stessa esperienza. Ma Sala non sembra preoccupato. «Non penso che quelle di Expo siano le uniche code in Italia», dice. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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