30 Maggio 2013

Giornata del tabacco, il Codacons: ”No alle e-cig nei locali pubblici”

Giornata del tabacco, il Codacons: ”No alle e-cig nei locali pubblici”

“Regolamentare il settore delle sigarette elettroniche imponendo il divieto assoluto in tutti i locali pubblici, e analizzare i liquidi contenuti nelle e-cigarettes”. Queste le richieste avanzate dal Codacons in una diffida inviata al Ministero della salute e a quello dello sviluppo economico. Ne parlerà il presidente dell’associazione dei consumatori domani all’Istituto superiore di sanità, dove tecnici, farmacologi e scienziati faranno il punto della situazione in un convegno organizzato in occasione della Giornata Mondiale del Tabacco.

Nel dubbio, meglio vietare
“La comunità scientifica non ha ancora raggiunto risultati certi che possano affermare con sicurezza l’assoluta non nocività dell’utilizzo della sigaretta elettronica”,  spiega il Codacons in una nota. “In particolare, sino a quando gli studi in materia di diffusione di sostanze nocive da parte delle e-cigarettes non avranno condotto a risultati certi e condivisi dalla comunità scientifica in termini di esclusione dei rischi, appare illogico considerare che il divieto di fumo nei luoghi pubblici non si riferisca, per analogia, anche alle sigarette elettroniche”.

Nessun accertamento
“Per tale motivo”, prosegue la nota, “il Codacons ha chiesto ai due ministeri di adottare gli atti necessari finalizzati alla regolamentazione e alla disciplina dell’utilizzo delle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici, previa analisi delle sostanze contenute al loro interno, al fine di eliminare ogni rischio di diffusione di sostanze tossiche e/o nocive per la salute umana e per l’ambiente”.
 
L’esposto contro le multinazionali: no al conflitto di interessi
Rienzi, in qualità di relatore, illustrerà un esposto presentato dall’associazione all’Antitrust europeo, in cui si chiede di impedire con ogni mezzo possibile che le multinazionali del tabacco si accaparrino la produzione e la commercializzazione delle sigarette elettroniche, poiché tale circostanza configurerebbe un illecito conflitto di interessi a danno dei consumatori.

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