1 Maggio 2010

Gioco, una febbre da adolescenti

«L’ azzardo come una droga»

 ROMA – NON BASTAVANO droga e alcol, l’ assuefazione da internet, i videogiochi. Nella pericolosa giungla della crescita adolescenziale adesso c’ è anche il gioco d’ azzardo. «Dal 2008 al 2009 la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che dichiarano di aver giocato in danaro almeno una volta negli ultimi 12 mesi è aumentata dal 40 al 47%», spiega Sabrina Molinaro, ricercatrice Ifc-Cnr di Pisa, l’ ente che ha condotto uno studio sul gioco d’ azzardo tra gli adolescenti- all’ interno del progetto ‘ Il gioco è una cosa seria’ – monitorando un campione di 40mila studenti. «L’ aumento maggiore – prosegue la Molinaro – è tra le ragazze, passate dal 29 al 36%, mentre i maschi crescono dal 53 al 57%». Il dato più allarmante, al limite dell’ incredibile, riguarda i minorenni. Nonostante i divieti di legge sono circa 550mila i ragazzi sotto la maggiore età dediti al gioco. Anche qui l’ aumento è evidente: dal 38% di minori scolarizzati che giocavano d’ azzardo nel 2008, l’ anno scorso si è passati al 43%. Quesito scontato: perché gli esercenti ‘ vendono’ l’ azzardo ai ragazzini? E non si tratta certamente di un fenomeno isolato se confrontato con i circa 30 milioni di persone che giocano in Italia. CALCOLATRICE alla mano, vuol dire che l’ 1,83% delle persone che tentato la sorte è minorenne. D’ altra parte, a prescindere dai progetti varati dai Monopoli di Stato e dai concessionari nella lotta contro la dipendenza, è un fatto che l’ ente regolatore dell’ azzardo in Italia negli ultimi anni abbia spinto sull’ acceleratore, portando il rischio per gli adolescenti – se non adeguatamente controllati – praticamente ovunque. Il risultato è evidente nella raccolta in danaro del settore, che è passata dai 15,4 miliardi del 2003 ai 54,4 del 2009, anche (va riconosciuto) in virtù dell’ emersione del gioco illegale. E il trend è mostruosamente in crescita: seguendo i calcoli dell’ agenzia di settore Agipronews, a fine 2010 si arriverà ben oltre i 60 miliardi spesi dagli italiani per giocare d’ azzardo. Un affarone per l’ Erario, che lo scorso anno ha incassato 8,8 miliardi e quest’ anno sfiorerà i 10 miliardi di euro. Il pericoloso rimbalzo per i ragazzini ne è logica conseguenza. Tra i giovani che hanno giocato danaro nel 2009, è in diminuzione del 3% la quota di coloro che non presentano rischi patologici, passata dal 70 al 67%. In aumento quelli a basso rischio: dal 19,6 al 22%, mentre resta invariata la fetta (11%) dei giovani a rischio dipendenza. I gusti dei ‘ ragazzini d’ azzardo’ pendono decisamente dalla parte del Gratta&Vinci: circa uno su tre (34% nel 2009 rispetto al 28% del 2008) scelgono la strada della ‘ grattatina’ . Il 17% sceglie le scommesse, il 14% Lotto e Superenalotto. IN TESTA alla classifica per Regioni, al primo posto troviamo la Campania con il 57,8% degli studenti ‘ giocatori’ . Inferiori alla metà le percentuali di Emilia-Romagna (40,8%) suddiviso tra 51,2 dei maschi contro il 30,4 delle femmine. Nel 2008 era il 33,9% ( 45% maschi 22,8 femmine). In Lombardia siamo al 43,5% (53,6% maschi, 33,7 femmine) rispetto al 35,7% del 2008. Anche in Toscana il dato è in aumento: 43,4% di giovani giocatori (53,9% maschi, 32,6 femmine) contro il 36,6% di due anni fa. Nelle Marche 49,2% (60,6% maschi, 38,1 femmine) contro il 44,1% del 2008. E il Codacons lancia un proposta sui rischi dell’ azzardo: «Indicare chiaramente per ogni gioco o concorso la probabilità di vittoria e avvisare delle forme di dipendenza così come avviene sui pacchetti di sigarette».

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