24 Ottobre 2011

GIOCO D’AZZARDO: LA REGIONE VENETO A FAVORE DEI BISCAZZIERI E CONTRO LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE DA GIOCO!

    DIETROFRONT DELLA REGIONE VENETO SULLE LUDOPATIE

    IL CODACONS E LA SIPAC ATTACCANO PESANTEMENTE  LE RICHIESTE DELL’AMMINISTRAZIONE REGIONALE. A CHI SONO DESTINATI I 400 MILIONI DI EURO CHE LA REGIONE VENETO CERCA DI OTTEBERE DAI GESTORI DEI GIOCHI?

    Nonostante la presa d’atto nella legge di stabilità di interventi necessari per prevenire il fenomeno del gioco d’azzardo patologico, arriva ora il dietrofront proprio della Regione Veneto, che finora si era posta all’avanguardia nella lotta al fenomeno delle ludopatie. Solo pochi mesi fa – spiega il Codacons – la Regione aveva pubblicato e distribuito un opuscolo informativo disponibile anche on line, teso ad informare i cittadini circa i rischi connessi al gioco. Ora la stessa amministrazione chiede modifiche normative che vanificherebbero l’impegno fino ad oggi profuso per limitare le dipendenze da gioco.
    "Le modifiche inoltrate dalla Regione Veneto al Ministero dell’economia e ai Monopoli di Stato  – spiega il Presidente Carlo Rienzi – sono del tutto inaccettabili, perché tendono a favorire la commercializzazione della dipendenza, e non a prevenire l’insorgenza della patologia. Nello specifico, scorrendo la bozza di testo con le asserite modifiche richieste, oltre ad annullare del tutto l’analisi comportamentale e la prevenzione, si verrebbe a creare un cosiddetto e fantomatico "Tavolo sulle dipendenze" che riceverà il 5% dei ricavi dei concessionari (400 milioni di euro circa) a sostegno delle cure necessarie per chi è già giocatore patologico abbandonando la prioritaria battaglia per prevenire le patologie da gioco".
    "Per questo abbiamo richiesto, assieme alla Siipac presieduta dal dott. Cesare Guerreschi, una formale audizione nel corso della riunione che si terrà il prossimo 3 novembre al fine di assicurare che nessuna modifica in danno dei cittadini venga approvata" – aggiunge Rienzi.
    Il Codacons inoltre denuncerà alla Procura della Repubblica di Venezia i responsabili di questo grave attentato alla salute dei giocatori.

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