Gioco d’ azzardo, stop ai piani regionali
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fonte:
- Alto Adige
BOLZANO Gioco d’ azzardo, fermi tutti. Il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso del Codacons, ha annullato il provvedimento con cui il ministero della Salute aveva approvato i Piani delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano per l’ attività per il contrasto al gioco d’ azzardo. Stessa nullità è stata dichiarata da Tribunale Amministrativo Regionale per il connesso provvedimento che ha dato corso all’ erogazione delle somme previste per la realizzazione dei piani stessi. Il Tar del Lazio ha dunque accolto il ricorso del Codacons che contestava l’ illegittimità dei criteri seguiti per l’ assegnazione dei finanziamenti, e ha ritenuto che la mancata consultazione dell’ Osservatorio per la prevenzione della ludopatia (di cui il Codacons fa parte) costituisce “un rilevante vulnus procedimentale il quale, elidendo l’ efficacia della fase consultiva, comunica la propria illegittimità all’ intero seguito procedimentale di approvazione dei Piani di attività, di erogazione delle risorse e di successiva attribuzione delle stesse ai soggetti eventualmente indicati nei medesimi Piani”. L’ articolo 1, comma 946, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 stabiliva che «al fine di garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’ azzardo patologico (GAP), come definito dall’ Organizzazione mondiale della sanità, presso il Ministero della salute è istituito il Fondo per il gioco d’ azzardo patologico . Il Fondo è ripartito tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla base di criteri determinati con decreto del Ministro della salute». «Si tratta di una importantissima vittoria che non ferma la lotta al gioco d’ azzardo, ma anzi la potenzia, garantendo che i soldi pubblici vadano realmente al contrasto della ludopatia, attraverso una scelta seria dei soggetti destinatari dei finanziamenti, senza favoritismi o sistemi clientelari che danneggiano la collettività» è stato il commento del presidente di Codacons, Carlo Rienzi. «Alcune regioni – prosegue Rienzi – avevano già stabilito associazioni private di loro gradimento per dare questi soldi senza nessuna gara e nessuna predeterminazione dei criteri oggettivi. L’ illegittimità della mancata acquisizione del parere dell’ Osservatorio per la prevenzione della ludopatia ha portato le regioni a delibere abnormi». Solo nei prossimimgiorni, si potrà fare il punto e capire quali saranno le ripercussioni di questa sentenza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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