16 Settembre 2017

Gioco d’ azzardo, linea dura del prefetto

 

 

Mettere ordine ai regolamento contro il gioco d’ azzardo, con un’ unica politica provinciale di contrasto; prevenire fin dalle scuole; e dare una stretta ai controlli sulle slot. Ieri il prefetto Laura Lega ha riunito associazioni di categoria, Codacons, sindaci, attraverso l’ Associazione Comuni della Marca Trevigiana, Ulss, Ufficio scolastico provinciale, Regione e forze dell’ ordine attorno allo stesso tavolo per dichiarare guerra alle ludopatie. Firmato il protocollo d’ intesa che istituisce il tavolo provinciale che lavorerà da subito a questo obiettivo, con un punto di partenza: dare omogeneità a ordinanze e regolamenti. Si partirà confrontando ciò che fino ad ora hanno fatto i sindaci, e si individuerà una strada comune. «Il senso del tavolo è garantire un coordinamento», ha spiegato il prefetto Laura Lega, «è opportuno che questo sia un momento di coagulo e di confronto sulle iniziative dei diversi Comuni, per evitare decisioni a macchia di leopardo che non siano efficaci allo scopo. Se il giocatore sa che in Comune non si può giocare in determinati orari, ma che può farlo in quello vicino, semplicemente si sposterà».Uno dei capisaldi che il prefetto ha indicato, e che finirà certamente nelle linee guida del tavolo, è la lontananza delle sale slot da luoghi sensibili come scuole e impianti sportivi. La prefettura ha annunciato anche maggiori controlli sulle sale slot e sui locali promiscui, come bar e tabaccherie in cui si trovano anche videolottery, e dove i minori possono venire a contatto facilmente con il gioco d’ azzardo. «Uno degli scopi del tavolo è monitorare il fenomeno», continua Laura Lega, «va trovato un punto di equilibrio tra le esigenze delle imprese e quelle della comunità. Dobbiamo far sì che chi si muove in questo settore e ci guadagna lo faccia in modo responsabile. Nel prossimo triennio si punta a contenere il fenomeno anche su scala nazionale».I numeri delle slot però sono in continua crescita, come in crescita è il numero delle persone affette da ludopatia che si rivolgono al Sert. In provincia di Treviso, le imprese di gioco e scommesse sono raddoppiate nel giro di 5 anni: erano 53, dono diventate 109 unità, con un aumento del 195,7 per cento. Meno di 20 province in Italia hanno registrato, nello stesso periodo, un aumento superiore al 100%. Il dato, fra 2016 e 2017, parla invece di un aumento del 7,9%, da 101 a 109 unità locali e operative del settore gioco e scommesse. Recentemente è stata siglata un’ intesa nella conferenza Stato- Regioni- Enti locali, che taglia di circa un terzo (da 50 mila a 38 mila) le sale da gioco nell’ arco di tre anni e una scure sulle slot, ridotte di 142.600 unità, su un totale di 265.000.Federico Cipolla©RIPRODUZIONE RISERVATA.
FEDERICO CIPOLLA

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