4 Maggio 2018

Gioco d’ azzardo, il Comune batte un colpo

solo nel cosentino, tra città e provincia, si parla d’ un giro d’ affari di circa 10 milioni al mese
Domenico Marino Ti piace rovinarti facile? Entra in una tabaccheria o in un bar e fatti attrarre dalle mille occasioni di gioco, scommessa e puntata che sono disponibili. Soprattutto, spalanca il portafoglio. La ludopatia è un problema serio, anzi serissimo, che miete vittime ogni giorno e in ogni angolo. Non solo giovani con la passione per le puntate ma anche anziani travolti dai “giochi” tradizionali, ragazzini che impazziscono per i tentativi on line e padri di famiglia che rovinano tutto restando attaccati per ore alle micidiali macchinette videopoker che imperversano anzitutto nei bar, alla portata di tutti i clienti, compresi ragazzini e adolescenti Sert in allerta I timori sono drammaticamente confermati dal Sert cittadino che ormai da anni ha dovuto attrezzarsi con un gruppo di lavoro ad hoc per affrontare la dipendenza dal gioco d’ azzardo. Non sono pochi i malati in cura dai professionisti dell’ Azienda sanitaria, spesso con famiglie sfasciate o comunque danneggiate dalla mania del papà, o della mamma, perché anche le donne scivolano nel gorgo. Il percorso terapeutico abbraccia tutto il nucleo famigliare, e non è facile da seguire. Ma è fondamentale per provare a uscirne, come succede per doga, alcol, fumo. Palazzi distratti Forze dell’ ordine ed enti locali non possono bloccare la diffusione del gioco d’ azzardo ma possono disciplinarlo in modo da evitare gli eccessi e garantire un minimo di tutela anzitutto ai cosiddetti soggetti deboli. A questo lavora da anni il municipio. Già nel 2012 erano impegnati gli assessori dell’ epoca Luciano Vigna e Marina Machì. «Le sale da gioco devono essere lontane da centri sensibili: ospedali, case di cura, scuole, strutture socio assistenziali. Stiamo lavorando a un regolamento che vieti la presenza di tali macchine infernali a meno di 250-300 metri da esse. Un altro punto su cui possiamo intervenire – insisteva Vigna – è la separazione delle sale dedicate, che devono essere riservate solo ai maggiorenni, dalle aree comuni». In coda l’ allora assessore scuoteva le forze dell’ ordine, sottolineando che potrebbero vigilare sugli esercenti che consentono l’ utilizzo dei videopoker ai minorenni». Forse è la volta buona Anche durante la conferenza stampa di fine anno, lo scorso 30 dicembre, lo stesso Vigna ha ribadito la volontà comunale di provvedere. Ieri il sindaco ha aggiunto che il regolamento municipale è pronto, o quasi. «Dobbiamo solo farlo approvare», ha specificato Mario Occhiuto mostrando un ottimismo che fa ben sperare. Piaga sanguinante Proprio ieri il Codacons ha sottolineato che il gioco d’ azzardo «è e rimane una grave piaga del nostro paese, e troppo poco è stato fatto dalle istituzioni per tutelare i cittadini dal business dei giochi». Una ricerca Cnr, ha rivelato il presidente Codacons Carlo Rienzi, «evidenzia che il gioco sarebbe calato tra i giovani, ma al tempo stesso registra una quadruplicazione dei malati da gioco d’ azzardo nel nostro paese, il cui numero aumenta dai 100.000 stimati nel 2007 (0,6%) ai 400.000 nel 2017 (2,4%). Una vera e propria emergenza sociale destinata ad aggravarsi nei prossimi anni, considerato che il numero di italiani che hanno giocato d’ azzardo almeno una volta è in costante crescita e passa dai 10 milioni del 2014 ai 17 milioni del 2017». Record bruzio Nella nostra regione ogni anno vengono spesi 575milioni di euro, 296 euro pro capite, 781 euro a famiglia. A Cosenza i punti gioco sono aumentati del doppio dal 2011 al 2014, passando da 63 a 123. La situazione è drammaticamente identica in provincia: circa 1.500 gli esercizi attivi con gratta&vinci, videopoker e mille altre occasioni per perdere soldi. .

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