14 Marzo 2017

Gioco d’ azzardo, Codacons: Insufficienti le misure sulla pubblicità

Gioco d’ azzardo, Codacons: Insufficienti le misure sulla pubblicità

Lettera del Codacons al Governo e all’ assessore Viviana Beccalossi della Regione Lombardia in cui l’ associazione dei consumatori denuncia come siano insufficienti le misure del Decreto attuativo sulla pubblicità. “Da una recente indagine del Codacons – si ricorda – è emerso come le misure che il Governo aveva previsto all’ interno del decreto attuativo sulla pubblicità previsto all’ interno della Legge di Stabilità del 2016 non abbiano contribuito ad intaccare il mercato delle scommesse online ed il suo progressivo diffondersi. Com’ è noto infatti il Decreto ha previsto come gli spot sul gioco d’ azzardo legale non potranno andare in onda sui canali cd. “generalisti” della Rai (Raiuno, Raidue, Raitre) su quelli di Mediaset (Canale 5, Italia 1 e Retequattro), su La7, Tv8 (già MTV), la Nove (già Deejay Tv) oltre ai canali tematici indirizzati in via esclusiva o prevalente ai minori nella fascia oraria che va dalle 7 alle 22. Nulla cambia invece per i cd. media “specializzati” e per i canali tematici (cioè quelli unicamente dedicati a cultura, sport, musica, televendite), sulle piattaforme a pagamento, sulle emittenti locali e sui canali radiofonici che potranno, come infatti fanno, trasmettere in ogni orario spot pubblicitari sul gioco d’ azzardo legale”. Per il Codacons si tratta di “misure gravemente insufficienti per tutti i cittadini”. “Il numero di emittenti e canali esclusi dal divieto è infatti troppo esteso per permettere a queste misure intraprese dal Governo di sortire effetti positivi per qualcuno. In più le sanzioni applicate per chi viola il dettame (multe da 100mila a 500mila euro), già previste nel Decreto Balduzzi del 2012, sono troppo lievi per scoraggiare definitivamente le emittenti televisive.” “Se si vuole davvero contrastare i fenomeni della diffusione di massa delle scommesse online – continua il Codacons -, oltre ad una regolamentazione ferrea che impedisca ai minori di 18 anni di accedere a tali siti, è necessario estendere il divieto degli spot sul gioco online ai media specializzati. Sempre maggiore diffusione, soprattutto tra i giovani, infatti hanno i canali dei digitali terrestri, tra cui Sky e Mediaset; consentire una continua e costante pubblicità del gioco online (soprattutto durante le partite di calcio) finisce, irrimediabilmente, con l’ influenzare i ragazzi che assistono agli eventi sportivi, comportando un incremento generale del gioco online. Bisogna intervenire subito su due piani: 1) Estendere la portata della Legge di Stabilità del 2016 ricomprendendo anche i media specializzati nel divieto 2) Prevedere sanzioni significativamente più pesanti per chi viola la normativa in essere”.

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