4 Dicembre 2015

Gioco d’ azzardo, è allarme nelle scuole

Gioco d’ azzardo, è allarme nelle scuole
una lettera del codacons agli istituti cittadini: «professori, tenete sotto controllo gli alunni»

TEMPIO Se ne parla, ma forse non con la necessaria attenzione. Il gioco d’ azzardo sta mettendo radici anche tra i più giovani. Fenomeno nazionale, è anche una seria problematica territoriale. D’ ora in avanti toccherà anche alle scuole valutare meglio la soglia di rischio e monitorare la situazione. Alle scuole della città è infatti giunta una richiesta-denuncia del Codacons che mette in guardia contro il proliferare delle slot machine soprattutto tra i più giovani. La segnalazione, che ha i toni di un allarme vero e proprio, riguarda le Stop redemption ticket, vale a dire le slot per bambini che invece di rilasciare denaro consegnano ai più fortunati dei coupon che si possono poi convertire in giocattoli. Apparentemente un’ idea innocua, se non fosse che l’ emulazione del comportamento degli adulti (non sempre esemplare, soprattutto in questo caso) può incoraggiare nei più giovani l’ assunzione di stili di vita poco positivi. Denaro o buoni da tradurre in giochi, per i bambini la differenza conta poco, visto che la finalità ingannevolmente allettante è la stessa. «Questa tipologia di giochi – si legge nell’ allarmante rapporto di Codacons – instaurano nel bambino il senso dell’ azzardo. Perdere alle slot machine o alle roulette induce nei bambini un senso diverso della sconfitta, ovvero la mancata vincita per alcuni fattori diversi, come la sfortuna. Per questo motivo i bambini ritentano, nella speranza che possa andare meglio». Il rischio è chiaro: l’ ossessione maniacale per il gioco, la frustrante disistima che subentra al senso della sconfitta, la dipendenza da abitudini che condizionano negativamente le relazioni sociali. Ecco perché in diverse scuole della città il problema non viene sottovalutato, anche se è chiaro che alla prevenzione fatta tra i banchi di scuola deve necessariamente seguire una serie di interventi concreti. In questa direzione voleva, ad esempio, andare la proposta dell’ associazione “Impastato” rivolta all’ amministrazione comunale perché si adoperasse ad escogitare misure per premiare le scelte virtuose dei gestori di locali senza slot machine. È risaputo, d’ altronde, che la diffusione dell’ usura ha trovato nel gioco d’ azzardo una delle sue principali cause. I dati nazionali dicono che ci sono nel Paese qualcosa come 400mila slot machine, quasi 800mila cittadini dipendenti dal gioco d’ azzardo e più di un milione e 700mila giocatori a rischio patologia. Secondo la “Scuola delle buone pratiche”, sono solo 11 i Comuni sardi che hanno aderito al Manifesto contro il gioco d’ azzardo. Si tratta di Tertenia, Arbus, Carbonia, Elmas, Ittireddu, Nule, Perfugas, Quartucciu, Sestu, Siniscola e Villacidro. Tra questi non risulta presente nemmeno un Comune della Gallura. (g.pu.)
 

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