13 Luglio 2002

«Giochi tv finanziati in modo illecito»

«Giochi tv finanziati in modo illecito»


Inchiesta su Rai, Mediaset e La7: mancano le autorizzazioni per i quiz in diretta



ROMA – Hanno indagato in segreto per otto mesi, finché l?inchiesta è finita e la bomba è scoppiata: quattro quiz della Rai, di Mediaset e di La 7 non dovevano andare in onda. Perché, sostiene la procura di Roma, le tv non avevano chiesto l?autorizzazione al ministero delle Finanze. Avrebbero trasmesso «in nero», usando gli introiti delle telefonate dei telespettatori per finanziare i premi milionari. Le chiamate urbane e interurbane infatti non esistono più: i prefissi vanno dal «166» all?«899», fino a cinque euro al minuto più Iva. I quiz incriminati sono «Vinci 3», trasmesso a «Dom&Nica in» (Rai Uno), «Sarabanda» (Italia 1), «Chi vuol essere milionario» (Canale 5) e «Call game» (La 7). Dopo le denunce del Codacons e dell` Authority per le comunicazioni gli investigatori della Polizia postale, guidati da Giuseppe Racca, hanno visionato le trasmissioni in videocassetta e hanno scritto all?Intendenza di finanza: ci sono le autorizzazioni? Non ci sono. Così il 5 marzo i nastri sono stati sequestrati e nei giorni scorsi il pm Pierfilippo Laviani ha inviato a 14 indagati l?avviso di chiusura delle indagini preliminari. Il reato contestato, l?esercizio abusivo dell?attività di gioco e scommessa, prevede da tre mesi a un anno di carcere. Si sarebbe consumato tra l?autunno 2001 e marzo di quest?anno, periodo durante il quale le telefonate avrebbero reso circa dieci milioni di euro, otto dei quali grazie a «Call game».
Fra i conduttori dei quiz, l?unico indagato è Enrico Papi, il volto di «Sarabanda». Ma lo stesso gioco ha messo nei guai Giancarlo Baldazzi, direttore Intrattenimento di Rti (Mediaset), Luca Guglielmo Mandaradoni, amministratore delegato della Jet Multimedia di Milano, e Fabiano Fabiani, presidente della Numero Blu di Roma. Le due società erano incaricate della gestione del traffico telefonico e della selezione dei concorrenti.
Per «Vinci 3» sono finiti nell?inchiesta il capostruttura di Rai Uno Giampiero Raveggi, Giorgio Fontana, amministratore della Mediagames di Roma, che ha realizzato il gioco, e Giuseppe Porrini, che lo ha commercializzato.
La creazione e la vendita di «Call game» e di «Chi vuol essere milionario» ha coinvolto nell?indagine Marco Bassetti, presidente della Aran Endemol, marito di Stefania Craxi. Con lui sono inquisiti Massimo Musolino, vicedirettore generale Gestione di Rti (Mediaset) e buona parte del ponte di comando di Tv Internazionale (La 7): l?ex consigliere Ernesto Mauri, ora a capo della Buffetti, l?amministratore delegato Fausto Federici, l?ex presidente del consiglio di amministrazione Giuseppe Ferrauto e il suo successore Giuseppe Parrello. Nel gruppo anche Franco Serafini, presidente della Anyware di Arezzo, un?altra società incaricata della gestione del traffico telefonico e della selezione dei concorrenti.
Le reazioni. Mentre Renzo Arbore ironizza («La vita è tutta un quiz e io l?avevo previsto»), i protagonisti sono molto seri. «La norma contestata – spiega l?avvocato Roberto Ruggiero, legale di Bassetti – è stata creata per il calcio-scommesse e per le corse di cavalli. Direi che siamo di fronte a un?applicazione discutibile». Sorpreso Carlo Conti, conduttore di «Dom&Nica in»: «Era tutto dichiarato. Il nostro gioco è partito in ritardo proprio per le pratiche burocratiche». L?ufficio legale della Rai sostiene che per «“Vinci 3 “ non era necessario richiedere la preventiva autorizzazione del ministero delle Finanze». Silenzio invece a Mediaset, che preferisce attendere l?esito dell?inchiesta prima di protestarsi innocente.

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