13 Luglio 2002

Giochi in tv, Baldassarre: “Non so nulla di questa cosa“

“Non so nulla di questa cosa. Mi hanno informato ora all`uscita della relazione del presidente dell`Autorita` per le tlc. Sto chiamando in Rai per chiedere ulteriori informazioni e spiegazioni. Comunque non credo di essere stato destinatario di un avviso di garanzia. Io sono il legale rappresentante della Rai, ma qui, a quanto ho capito, si tratta di responsabilita` penale. E la responsabilita` penale e` personale. Il reato viene contestato a chi lo commette“. Questo il primo commento del presidente della Rai Antonio Baldassarre -raggiunto dall`Adnkronos al termine della relazione di Enzo Cheli- sui 14 avvisi di garanzia notificati ad altrettanti responsabili di Rai, Mediaset e La7 per giochi a premi in onda su queste emittenti. E per quanto riguarda “Dom&Nika in“ interviene Carlo Conti, conduttore dell`ultima edizione della trasmissione: “I telespettatori – ha detto lo showman – sapevano sempre quanto pagavano: passava una scritta in sovrimpressione e io lo ribadivo ogni volta“. E alla notizia degli avvisi di garanzia Conti reagisce con sorpresa. “In Rai -dice Conti- tutto viene vagliato e filtrato dall`ufficio legale. Un gioco viene studiato prima di essere proposto, non ci esporremmo mai a truffe. Ora aspettiamo di vedere cosa succedera`, ma i telespettatori erano piu` che informati“. “Un grande errore, anche ingenuo. Siamo finiti in un calderone che non ci riguarda“. Enrico Papi `scagiona` `Sarabanda`, il quiz musicale che conduce su Italia uno, dopo la notizia degli avvisi di garanzia della Procura di Roma nell`ambito dell`inchiesta sui giochi in Tv. “Il numero telefonico di `Sarabanda` non viene dato per partecipare a un gioco, ma ad lunga una selezione al termine della quale si diventa, se si hanno le qualita` giuste, concorrenti. In trasmissione, questo io lo dicevo chiaramente. Quindi, sara` facile provarlo. E` evidente che e` un errore di valutazione, perche` il nostro numero serve solo ad accedere a una segreteria e iniziare la `trafila` per la selezione. Non a un gioco“. Papi, che e` tra gli `avvisati`, non vede in ogni caso gli estremi del reato: “Per partecipare ai giochi in Tv, da sempre si e` dovuto pagare qualcosa. Una volta si mandava una lettera, e si pagava il francobollo. Oppure si fa una telefonata urbana. E` sempre stato cosi“`. “Sono indignata. Ma come si fa a carpire cosi` la buona fede di chi vuole solo giocare?“. Sulla questione delle indagini legate ai costi delle telefonate per partecipare ai quiz interviene anche Marcella Taralli, presidente dell`associazione “Quizzisti“ che non si trattiene e sbotta alla notizia dei 14 avvisi di garanzia: “E` un pezzo che diciamo che ci sono dei prefissi buoni e dei prefissi che costano troppo. Con l`1622, uno dei piu` costosi, la linea si prende subito, perche` c`e` un centralino piu` potente, ma poi le probabilita` di essere estratti per partecipare al gioco sono 1 su 1 milione: dai nostri calcoli se con questo numero si facevano 5 tentativi a settimana si arrivava a pagare circa 40 euro in piu` a bimestre“. Polemica anche la reazione del Codacons. Secondo Italo Mannucci, responsabile dell`ufficio legale dell`associazione, “un conto e` l`atto informativo, con cui si dichiara il costo della telefonata, un conto e` l`atto concessorio con cui il ministro delle Finanze autorizza un gioco, una tariffa per le telefonate. E se non ce l`hai si parla di frode fiscale e truffa ai danni dei consumatori. Sono ormai mesi che come Codacons denunciamo il costo di alcune delle telefonate con cui si accede ai quiz“.

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