«Giochi di potere, nessuno pensa agli operai»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
MILANO ? «In queste ore si sta parlando di tutto meno che del piano industriale e dell`occupazione in Fiat». Gianni Rinaldini, segretario nazionale Fiom-Cgil, non si è certo entusiasmato di fronte al progetto Colaninno per l`Auto. La crisi, sostiene, avanza, ha investito anche lo stabilimento di Melfi e il suo indotto. E il miglioramento dei conti, annunciato dal Lingotto, è solo la conseguenza delle lettere di cassa integrazione inviate ai lavoratori.
Toni duri, quindi, dalla Cgil. Ma anche dalla Uil. «Colaninno – accusa il segretario confederale, Franco Lotito – non chiede di finanziare la Fiat, ma di prenderne il controllo con soldi non suoi, vendendo asset della Fiat». Un`operazione simile a quella Telecom «che fu comprata con soldi che la compagnia aveva in cassaforte», aggiunge Lotito, sottolineando come «il ricordo della vicenda Olivetti non è buono». A questo punto, prevede, «si profila un grande scontro con gli Agnelli che metteranno in campo tutte le forze di cui dispongono per fronteggiare l`imprenditore mantovano».
Più disponibile la Cisl che però non pare avere una posizione comune. «Quella di Colaninno è una proposta interessante, che può essere positiva», sostiene il segretario confederale, Pierpaolo Baretta. Certo, aggiunge, va verificata, ma a questo punto «gli Agnelli o accettano la proposta di Colaninno o decidono di giocare in prima persona: non ci sono più vie di mezzo». Ben diverso l`approccio della Fim-Cisl, per bocca del segretario nazionale, Cosmano Spagnolo: «Per noi le vere discriminanti sono salvaguardia dei livelli occupazionali e integrità del gruppo». «Operazioni puramente finanziarie che non hanno niente di politica industriale non troverebbero il nostro consenso», annuncia Spagnolo. «Aspettiamo di conoscere piano e intenzioni di Colaninno», dice più prudente il suo segretario generale, Giorgio Caprioli.
Mentre i piccoli azionisti plaudono all`iniziativa di Colaninno, chiedendogli un incontro, e Federconsumatori, Adusbef e Codacons sostengono la proposta Cgil di allargare il fronte sociale sul caso Fiat, la Margherita scende in campo con Giovanni Burtone, annunciando che presenterà un atto ispettivo al Parlamento «per fare il punto sul caso Fiat, a partire dall`ipotesi Colaninno». Anche An ha dei dubbi: «Non vorremmo – avverte Stefano Saglia – che il piano Colaninno fosse il cavallo di Troia per coprire partner stranieri non ben precisati». Quelli che, ironizza il New York Times, Berlusconi ha cercato di stoppare incoraggiando «Mr Colaninno a scendere in campo».
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