26 Febbraio 2018

GIOCHI: CODACONS CONTRO CERTA STAMPA PAGATA DALL’INDUSTRIA DEL GIOCO

 

ASSOCIAZIONE ATTACCA UN GIORNALE CHE SCAMBIA GLI ASINI PER I GIOCATORI E IGNORA ANNI DI LAVORI SCIENTIFICI SULL’ONOTERAPIA

GIORNALISTI CHE NON SI INFORMANO DIFFONDONO IGNORANZA E NON SONO CREDIBILI

Duro attacco del Codacons alla stampa finanziata dai gestori del gioco d’azzardo che crea disinformazione e diffonde notizie errate che vanno contro gli interessi dei cittadini e dei malati da gioco.
L’associazione rende infatti nota una replica inviata oggi al direttore de La Scommessa-TS (e per conoscenza all’Ordine dei giornalisti del Lazio), Carlo Lazotti, il quale ha firmato nei giorni scorsi un vergognoso articolo contro il Codacons – colpevole a suo dire di voler aiutare i giocatori ludopatici ricorrendo anche all’onoterapia – utilizzando all’interno del pezzo espressioni e contenuti che ledono anni e anni di lavoro svolto dagli esperti del settore della pet-therapy, arrivando addirittura ad affermare che curare la ludopatia equivale a mettere in secondo piano problemi quali il femminicidio!!
Di seguito un estratto della lettera inviata dal Codacons a Lazotti, pubblicata integralmente sul sito www.codacons.it:
“Gentile Direttore,
La ringraziamo perché anche da “giornalismo” di questo “tipo” traiamo lo spunto per spiegare e divulgare il ruolo dell’onoterapia a chi evidentemente, come lei, non è ferrato sul tema – per non dire “ignorante”.
Leggendo l’articolo evinciamo, infatti, come il suo autore sembrerebbe non essere del tutto a conoscenza di cosa sia effettivamente il disturbo da gioco d’azzardo né degli innumerevoli studi scientifici pubblicati sul ruolo dell’onoterapia per la cura di malattie quali, per dirne due, la depressione e l’autismo.
Pertanto, ad ogni buon conto, ne riportiamo di seguito qualche estratto onde fornire le basi per una sua elevazione culturale in tema di onoterapia nonché sulla portata dell’ art. 21 Cost.
Infatti, come lei sicuramente saprà, ma forse nella redazione di questo articolo le è sfuggito, in virtù di tale disposizione, ogni notizia giornalistica, per essere considerata esercizio del diritto di cronaca, deve rispettare tre condizioni: la verità, la pertinenza e la continenza. Quest’ultima condizione, in particolare, richiede la correttezza dell’esposizione dei fatti in modo da scongiurare gratuite aggressioni all’altrui reputazione. Dunque il rispetto di tali tre caratteristiche dovrebbe condurre ogni giornalista, antecedentemente alla redazione di un articolo, ad adeguatamente documentarsi sul tema da trattare. Adempimento questo che, dalla lettura dell’articolo de quo, ci sembrerebbe non essere stato onorato.
Pertanto ad ogni buon conto laddove intendesse ancora scrivere di onoterapia nelle sue prossime pubblicazioni, di seguito riportiamo qualche estratto scientifico sul tema dando a questo punto, anche noi dei numeri ma in modo diverso da come li ha dati lei nell’articolo […]
Inoltre la lettura dell’articolo a sua firma non può che farci pensare al detto, sempre rimanendo in tema: “il bue che dice cornuto all’asino!”. Lei infatti esplicitamente qualifica come ASINI coloro che affrontano con superficialità e mero interesse economico il problema ludopatia. Ecco su tale esternazione, se siamo anche noi i destinatari di essa, in primo luogo la ringraziamo per averci accostato tale appellativo dal momento che, e forse lei non lo sa, gli asini, a differenza dei buoi, sono animali INTELLIGENTISSIMI.
In secondo luogo evidenziamo, e questo per i lettori, che le suddette affermazioni provengono, e qui ci viene da ridere, proprio da chi – Lei – lavora per l’industria del gioco. E da qui la frase: “il bue che dice cornuto all’asino”. Altro aspetto che non comprendiamo e che leggiamo sempre nel suo articolo sarebbe l’affermazione secondo la quale: il lavoro in Italia, gli sbarchi di migranti, i femminicidi e così via sarebbero problemi passati in secondo piano dinanzi alla ludopatia.
Ecco ci domandiamo, e lo domandiamo a Lei che, da quanto scrive, sarebbe più intelligente di tutti noi ASINI, in che modo la presentazione di progetti per la cura della patologia ponga i suddetti argomenti in secondo piano!!.
Concludiamo sempre rimanendo in tema, in virtù del nostro auspicio di elevazione culturale sul punto, con una citazione del noto pittore e poeta Umberto Verdirosi: “Solo facendo l’asino sono giunto alla saggezza”.

 

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

 

Gentile Sig. Giornalista Carlo Lazotti

e n.q. di Direttore p.t.

c/o

La Scommessa-TS

TS Totoguida Sport Scommesse © 2017
Prosport S.r.l.
Via Aurelia 424
00165 – Roma

Via pec: [email protected]

Via email: [email protected]

 

e.p.c.

Ordine dei giornalisti del Lazio 

Piazza della Torretta, 36

00186 – Roma

Via pec: [email protected]

 

Oggetto: IL BUE LAZOTTI DICE CORNUTO ALL’ASINO CODACONS.

 

Gentile Sig. Giornalista Carlo Lazotti,

la ringraziamo per il riferimento espresso ad uno dei nostri progetti nel suo articolo dal titolo “Siamo, siete, su .. Scherzi a parte. Giochi, Codacons: presentato progetto per curare la ludopatia con l’aiuto degli asini.”

La ringraziamo perché anche da “giornalismo” di questo “tipo” traiamo lo spunto per spiegare e divulgare  il ruolo dell’onoterapia a chi evidentemente, come lei, non è ferrato sul tema – per non dire “ignorante”.

Leggendo l’articolo evinciamo, infatti, come il suo autore sembrerebbe non essere del tutto a conoscenza di cosa sia effettivamente il disturbo da gioco d’azzardo nè degli  innumerevoli studi scientifici pubblicati sul ruolo dell’onoterapia per la cura di malattie quali, per dirne due, la depressione e l’autismo.

Pertanto, ad ogni buon conto, ne riportiamo di seguito qualche estratto onde fornire le basi per una sua elevazione culturale in tema di onoterapia nonchè sulla portata dell’ art. 21 Cost.

Infatti, come lei sicuramente saprà, ma forse nella redazione di questo articolo le è sfuggito, in virtù di tale disposizione, ogni notizia giornalistica, per essere considerata esercizio del diritto di cronaca, deve rispettare tre condizioni: la verità, la pertinenza e la continenza. Quest’ultima condizione, in particolare, richiede la correttezza dell’esposizione dei fatti in modo da scongiurare gratuite aggressioni all’altrui reputazione.

Dunque il rispetto di tali tre caratteristiche dovrebbe condurre ogni giornalista, antecedentemente alla redazione di un articolo, ad adeguatamente documentarsi sul tema da trattare.

Adempimento questo che, dalla lettura dell’articolo de quo, ci sembrerebbe non essere stato onorato.

Pertanto ad ogni buon conto laddove intendesse ancora scrivere di onoterapia nelle sue prossime pubblicazioni, di seguito riportiamo qualche estratto scientifico sul tema dando a questo punto, anche noi dei numeri ma in modo diverso da come li ha dati lei nell’articolo:

 

  • Clin Child Psychol Psychiatry, 2017 vol. 22(1) pp. 16-33

    Equine-Assisted Psychotherapy for adolescents experiencing depression and/or anxiety: A therapist’s perspective.

    Wilson, K; Buultjens, M; Monfries, M; Karimi, L

    Animal-Assisted Interventions (AAIs) are thought to overcome some of the limitations of traditional therapies as they do not rely exclusively on language as a medium for change. One such Animal-Assisted Therapy (AAT) approach involves horses as a therapeutic medium. Equine-Assisted Psychotherapy (EAP) comprises a collaborative effort between a licensed therapist and a horse professional working with clients to address treatment goals. The purpose of the present Australian-based qualitative study was to examine EAP facilitators’ perspectives on the biospychosocial benefits and therapeutic outcomes of EAP for adolescents experiencing depression and/or anxiety. The findings suggest a range of improvements within adolescent clients, including increases in confidence, self-esteem and assertiveness, as well as a decrease in undesirable behaviours. The effectiveness of the therapy was thought to be due to the experiential nature of involving horses in therapy. The lack of understanding in the wider community about EAP was seen as a barrier to recognition and acceptance of EAP as a valid therapeutic intervention.

    PMID: 26668260

    URL  – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26668260?dopt=Citation

  • Riv Psichiatr, 2016 vol. 51(6) pp. 270-274

    Equine-Assisted Intervention in a child diagnosed with autism spectrum disorder: a case report.

    Cerino, S; Borgi, M; Fiorentini, I; Correale, C; Lori, A; Cirulli, F

    An increasing number of studies have shown the beneficial effects of both recreational and therapeutic interventions assisted by animals for children with Autism Spectrum Disorders (ASD). The observed effects are believed to be mainly due to the ability of some animals to positively engage people, thus potentially counteracting the social withdrawal characterizing these subjects. Here we report the case of a child with high-functioning autism who has been included in an Equine-Assisted Intervention (EAI) program for 2 years. In particular, the relationship with the animal was used to encourage child’s narrative abilities as a primary means of improving cognition and communication. This case represents a first attempt to theorize the role of human-animal interaction as an adjunct to classic therapeutic strategies in ASD. During the intervention, the child appeared to gradually abandon his attitude to avoid the contact with the present and to hide in imaginative past and future. We propose animal-assisted interventions as complementary approaches capable to facilitate the verbalization of the patient’s internal states and to promote psychological well-being through the development of a bond with the animal.

    PMID: 27996987

    URL  – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27996987?dopt=Citation

  • Am J Phys Med Rehabil, 2017 vol. 96(10) pp. 717-725

    Therapeutic Effects of Horseback Riding Interventions: A Systematic Review and Meta-analysis.

    Stergiou, A; Tzoufi, M; Ntzani, E; Varvarousis, D; Beris, A; Ploumis, A

    OBJECTIVE: Equine-assisted therapies, such as therapeutic riding and hippotherapy, are believed to have positive physical and emotional effects in individuals with neuromotor, developmental, and physical disabilities. The purpose of this review was to determine whether therapeutic riding and hippotherapy improve balance, motor function, gait, muscle symmetry, pelvic movement, psychosocial parameters, and the patients’ overall quality of life.
    DESIGN: In this study, a literature search was conducted on MEDLINE, CINAHL, MBASE, SportDiscus, Cochrane Database of Systematic Reviews, Cochrane Controlled Trials Register, PEDro, DARE, Google Scholar, and Dissertation Abstracts. Only studies with a control/comparison group or self-controlled studies performing preintervention and postintervention assessment were included. Excluded were (1) studies not providing data on baseline score or end-point outcome, (2) single-subject studies, (3) studies providing only qualitative data, and (4) studies that used a mechanical horse. Sixteen trials were included. The methodologic quality of each study was evaluated using Downs and Black quality assessment tool.
    RESULTS: Most of the studies showed a trend toward a beneficial effect of therapeutic riding and hippotherapy on balance and gross motor function. The meta-analysis showed improvement in both the Berg Balance Scale and the Gross Motor Function Measure in therapeutic riding and hippotherapy programs.
    CONCLUSION: Programs such as therapeutic riding and hippotherapy are a viable intervention option for patients with balance, gait, and psychomotor disorders.

    PMID: 28252520

    URL  – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28252520?dopt=Citation

  • Int J Environ Res Public Health, 2017 vol. 14(7)

    The Impact of a Horse Riding Intervention on the Social Functioning of Children with Autism Spectrum Disorder.

    Harris, A; Williams, JM

    This paper reports a case-control study of a horse riding intervention for children with autism spectrum disorder (ASD). A sample of 26 children, aged 6 to 9 years, were assigned to either the intervention (n= 12) or control group conditions (n= 14). Pre- and post-tests were carried out using the Childhood Autism Rating Scale, Second Edition (CARS2) and the Aberrant Behaviour Checklist-Community Edition (ABC-C). An observational measure of compliance and behaviour during the horse riding sessions was completed for the intervention group. There was a significant reduction in the severity of ASD symptoms and hyperactivity from pre- to post-test for the intervention group only. These results indicate that the intervention improves some aspects of social functioning for children with ASD.

    PMID: 28708075

    PMCID: PMC5551214

    URL  – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28708075?dopt=Citation

  • l’asino è uno dei 5 animali riconosciuti dalle linee guida idonei per i progetti terapeutici;
  • la validità di questi percorsi è stata dimostrata scientificamente ad es con ragazze affette da anoressia (ospedale chiaromonte basilicata);
  • al Fatebenefratelli di Genzano l’associazione ANTAS onlus impiega l’onoterapia per la cura dell’alzheimer e dell’autismo;
  • a Matera l’onoterapia è stata impiegata per un lavoro sulle tossicodipendenze;
  • a Termini Imerese una cooperativa di ragazzi con autismo sta lavorando con gli asini;
  • Asinomania a Sulmona lavora con la asl e le cooperative con pazienti psichiatrici;
  • https://www.thedonkeysanctuary.org.uk/therapy;
  • https://donkeytime.org/resources/donkey-therapy/;
  • http://animals.mom.me/donkey-goats-therapy-animals-3023.html;
  • https://mobile.nytimes.com/2016/09/04/nyregion/the-miniature-donkey-therapy-meet-up.html.

 

Inoltre la lettura dell’articolo a sua firma non può che farci pensare al detto, sempre rimanendo in tema: “il bue che dice cornuto all’asino!”.

Lei infatti esplicitamente qualifica come ASINI coloro che affrontano con superficialità e mero interesse economico il problema ludopatia.

Ecco su tale esternazione, se siamo anche noi i destinatari di essa, in primo luogo la ringraziamo per averci accostato tale appellativo dal momento che, e forse lei non lo sa, gli asini, a differenza dei buoi, sono animali INTELLIGENTISSIMI.

In secondo luogo evidenziamo, e questo per i lettori, che le suddette affermazioni provengono, e qui ci viene da ridere, proprio da chi – Lei – lavora per l’industria del gioco. E da qui la frase: “il bue che dice cornuto all’asino”.

Leggiamo infatti in una sua intervista rilasciata a Unfolding Roma: “Nel frattempo ho fondato una società editoriale che ha prodotto e produce magazine digitali per conto di importanti realtà come Adnkronos, Sisal e Lega Pro di calcio”. (Fonte: http://www.unfoldingroma.com/autore/5299/carlo-lazotti/).

Altro aspetto che non comprendiamo che leggiamo sempre in tale articolo sarebbe l’affermazione secondo la quale: il lavoro in Italia, gli sbarchi di migranti, i femminicidi e così via sarebbero problemi passati in secondo piano dinanzi alla ludopatia.

Ecco ci domandiamo, e lo domandiamo a Lei che, da quanto scrive, sarebbe più intelligente di tutti noi ASINI, in che modo la presentazione di progetti per la cura della patologia ponga i suddetti argomenti in secondo piano.

Sicuramente, in ragione della sua professione, si sarà documentato sul punto e forse sarebbe superfluo rammentarle che il disturbo da gioco d’azzardo, nell’edizione di maggio 2013 del DSM 5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) (c.d. Gambling Disorder), è stato classificato all’interno della categoria delle “dipendenze comportamentali” che necessitano di cure psichiatriche (Substance-Related and Addictive Disorders).

Il gioco d’azzardo è pertanto oggi considerato non più una semplice compulsione bensì una vera e propria dipendenza che ha purtroppo condotto a numerosi casi di omicidio, suicidio, indebitamento.

Tutto quanto sopra detto sicuramente lo saprà, perché – ribadiamo – si sarà sicuramente documentato prima di redigere l’articolo oggi in commento, ma ad ogni buon conto, da bravi ASINI, le riportiamo solo un piccolo elenco, a titolo esemplificativo, dei decessi purtroppo prodotti da, come lei lo ha definito, “un fenomeno di cui non esistono ancora statistiche ufficiali e nazionali”:

  1. Bondeno di Gonzaga 10 aprile 2014 – Morto suicida (si da fuoco) – articolo da lanotiziagiornale.it
  2. Bardolino 26 marzo 2014 – Morto suicida – articolo da veronasera.it
  3. Palazzolo 17 febbraio 2014  – Morto suicida – articolo da Brescia Today
  4. Barrafranca (EN) 09 febbraio 2014 – Omicidio – articolo da Si24
  5. Prato 5 gennaio 2014 – Omicidio – articolo da NotiziediPrato
  6. Milano 11 dicembre 2013 – Omicidio – articolo da Il Messaggero
  7. Valdera 4 dicembre 2013 – Morto suicida – articolo da gonews
  8. Lima (Perù) 18 luglio 2013 – Morto suicida pokerista italiano – articolo da AbruzzoWeb
  9. Ischia 3 luglio 2013 – Morto suicida – articolo da Azzardopatia
  10. Crescentino (VC) 17 giugno 2013 – Omicidio – Today
  11. Brescia 13 giugno 2013 – Morto suicida – articolo da Leggo
  12. Castel San Giovanni (PC) 10 febbraio 2013 – Omicidio – articolo da Famiglia Cristiana
  13. Vicenza 30 gennaio 2013 – Morto suicida – articolo da vicenzatoday.it
  14. Torino 20 agosto 2012 – Morto suicida – articolo da TGCOM 24
  15. Uta (CA) 21 aprile 2010 – Morto suicida – articolo da La nuova Sardegna
  16. Agrigento dicembre 2009 – Omicidio – articolo da Agrigentonotizie

(Fonte: articolo web dal titolo “GIOCO D’AZZARDO MORTALE” – sito http://stopslotmachine.altervista.org/vittime-del-gioco-dazzardo-patologico/).

Rammentiamo infine – anche se lei sicuramente lo saprà perché si sarà documentato antecedentemente alla redazione dell’articolo – che, alla luce dell’allarme sociale generato da tale disturbo, è lo stesso legislatore che ha previsto lo stanziamento di un fondo per finanziare la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle patologie connesse al gioco d’azzardo. La invitiamo pertanto a rileggere – magari con più attenzione – l’art. 1 comma 946 della L. n. 208/2015.

Concludiamo sempre rimanendo in tema, in virtù del nostro auspicio di elevazione culturale sul punto, con una citazione del noto pittore e poeta Umberto Verdirosi:

Solo facendo l’asino sono giunto alla saggezza”.

 

Siamo conclusivamente certi che vorrà pubblicare, nella s.q. di Direttore della testata, questa nostra integralmente sul giornale dove è stata pubblicato l’ingiurioso e diffamatorio articolo in questione nel termine di 10 gg e ai sensi della legge sulla stampa.

Si abbia i nostri migliori saluti

Roma, lì 26 febbraio 2018

Avv. Carlo Rienzi

Pres. Degli asini CODACONS

 

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