Giochi all’ italiana Roma però ci crede
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- Avvenire
DA ROMA EUGENIO RAIMONDI P er ora l’ idea di ricandidare Roma quale città ospitante delle Olimpiadi del 2024 è appena poco più di un’ ipotesi. La certezza, invece, è che solo l’ idea già scatena polemiche e divisioni. L’ assegnazione dei Giochi del 2020 alla capitale nipponica riaccende spiragli di speranza per un nuovo progetto della Capitale in vista dell’ Olimpiade successiva del 2024 e il governo Letta ha subito fatto capire che ci lavorerà: «La considero una delle cose fattibili, che dobbiamo fare», ha detto il premier. La scelta voluta dal Cio dell’ alternanza geopolitica tra continenti (dopo Londra l’ americana Rio e l’ asiatica Tokyo) favorisce infatti una nuova candidatura europea e in qualche modo la decisione del governo Monti, maturata nel febbraio dello scorso anno, di ritirarsi dalla sfida 2020 si è dimostrata azzeccata (l’ Italia era nel pieno delle fibrillazioni finanziarie), visto anche la fine ingloriosa che ha fatto Madrid, capitale di un Paese in profonda crisi economica e che proprio i Giochi voleva sfruttare per rilanciarsi. Mancano ancora quattro anni per scegliere la nuova candidata, il tempo per assistere ad una crescita dell’ economia nel vecchio continente potrebbe essere sufficiente per rendere pesante la candidatura europea di un Paese come l’ Italia che attualmente è ancora impegnato ad uscire dalla crisi. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, poco meno di un mese fa espresse apertamente la possibilità di un ritorno di Roma in chiave 2024, che resta uno dei principali obiettivi della sua presidenza. «Conoscete le mie idee e i miei sogni », dice il numero uno del Foro Italico, che appoggiava Tokyo proprio per aver la possibilità di avere campo libero in vista della scelta che avverrà tra quattro anni (non è un caso che i tre rappresentanti del Cio, Pescante, Carraro e Cinquanta, hanno votato a favore della sede nipponica). E il governo non ha tardato ad esprimere interesse per la nuova candidatura di Roma, appoggiata dal sindaco della capitale, Ignazio Marino, che ha già chiesto un incontro con Letta e Malagò. Ma ad intralciare il progetto, a parte la forte opposizione di chi considera comunque l’ organizzazione di Giochi uno spreco e un pericolo («un’ idea assurda, per una città che non ha i requisiti per ospitarla », il parere del presidente del Codacons, Carlo Rienzi), c’ è anche la “concorrenza” interna. In passato fu Venezia ad alzare il dito contro Roma, ora è Milano. Così se da una parte il primo cittadino di Milano lancia segnali distensivi («Ho da poco parlato con il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e posso assicurare che, se le Olimpiadi 2024 saranno in Italia, non ci sarà nessuno scontro tra città e prenderemo una decisione assieme»), dall’ altra il presidente della Regione Lombardia è di tutt’ altra opinione: «Ci sono ottime ragioni perché Milano si candidi a ospitare le Olimpiadi. Incontrerò Pisapia giovedì per altre questioni, ma già che ci sono cercherò di convincerlo a lanciare la candidatura», ha detto ieri Roberto Maroni. Ma al di là dei giochi di campanile, per raggiungere l’ obiettivo la Capitale dovrà sperare nella ripresa, anche se il vero ostacolo potrebbe alla fine rivelarsi Parigi, che vorrebbe organizzare le Olimpiadi a cento anni da quelle del 1924. La partita, comunque, è ancora lunga. Resta al momento la consapevolezza che per vincere bisogna anche essere in grado di sapere organizzare grandi eventi. Con programmi seri, progetti percorribili e buone alleanze politiche. In Italia, e non solo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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