7 Marzo 2008

Gino ha perso. Si è arreso alla sclerosi

“DAI, che ce la facciamo anche questa volta“. Invece Gino Barbolini, 67enne di Maranello malato di sclerosi laterale amiotrofica, non è sopravvissuto alle crisi respiratorie che l`hanno colto negli ultimi giorni. E` morto combattendo, come aveva sempre fatto, nella sua casa di Maranello accanto alla moglie e ai figli che l`hanno sostenuto durante i sette anni di malattia. Sorretto da una grande fede e dalla consapevolezza di aver lottato in tutti i modi per sopravvivere il più a lungo possibile. Gino Barbolini è rimasto aggrappato alla vita e lo ha fatto, più che per se stesso, per gli altri. Perché lui era la speranza, la luce di tanti malati di Sla che seguivano il suo esempio. BARBOLINI si era ammalato sette anni fa di sclerosi laterale amiotrofica (o morbo di Gehrig), una malattia che non dà scampo e che porta, inesorabilmente, alla morte. Così il 67enne era costretto da tempo su una sedia a rotelle, impossibilitato a muoversi ma perfettamente in grado di parlare e di ragionare. La sua unica possibilità di stare meglio era un farmaco sperimentale (l`Igf1) da importare dagli Stati Uniti. Un medicinale costosissimo (141mila euro all`anno), in grado, secondo alcuni specialisti, di alleviare le sofferenze delle persone affette da Sla e di regalare loro alcuni mesi di vita. Per una malattia che non dà speranze di salvezza, il farmaco è l`unica possibilità per morire, almeno con dignità. E proprio per questo Barbolini non si è mai arreso e ha fatto di tutto per curarsi, con l`aiuto del figlio Luca che non l`ha mai lasciato solo. NEL 2005 era quindi partita la battaglia legale della famiglia Barbolini per ottenere il farmaco: ma il tribunale di Modena, unica autorità in grado di permettere il finanziamento della medicina da parte dell`Usl, ha negato per due volte all`uomo di ricevere la cura. Ecco che partì una colletta organizzata dal Codacons che permise di raccogliere, grazie alla solidarietà dei modenesi, circa 20mila euro. Una cifra che ha portato in Italia alcune dosi dell`Igf1 e che Barbolini ha cominciato ad assumere a novembre 2006. Qualche mese dopo il 67enne decise di trasferirsi in provincia di Caserta: qui il tribunale gli concesse il farmaco, obbligando l`Usl di Modena a finanziarlo. Barbolini ha quindi cominciato a curarsi regolarmente, pur consapevole che la medicina non l`avrebbe salvato. MERCOLEDI` Gino Barbolini se n`è andato per sempre, ma è certo che resterà vivo nei cuori di chi è stato testimone della sua battaglia. Un esempio per tutti i malati, e non solo, che ha fatto della sua casa un punto di riferimento per le famiglie delle persone affette da Sla: alla porta della sua abitazione a Maranello, infatti, oggi bussa gente da tutta Italia. Gente che chiede informazioni, consigli o solo un po` di conforto. Il funerale di Gino Barbolini si terrà domani mattina alle 10 nella chiesa di Fiorano

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