2 Febbraio 2012

GIGLIO, IL MALTEMPO SPOSTA LA CONCORDIA  

GIGLIO, IL MALTEMPO SPOSTA LA CONCORDIA
 

"Sono stati bravissimi, in tre ore mi hanno tirato fuori – ha detto Giampedroni intervistato dal TgCom24 -. Quando ho visto il primo soccorritore, l’ ho abbracciato d’ istinto". In quelle 36 ore Giampedroni ha raccontato di aver "mangiato un panino trovato in acqua, era cattivissimo" e di aver bevuto qualche lattina che galleggiava in acqua. Per attirare i soccorsi ha sbattuto una padella contro le pareti della nave. Giampedroni è stato curato, aveva riportato una frattura a un arto inferiore. "Lì stavo in piedi su una gamba sola", ha detto, concludendo: "Oggi (ieri, ndr.) per me è un giorno di festa". Intanto è stata identificata un’ altra vittima del naufragio, si tratta della cittadina tedesca Siglinde Stumpf. E in Germania un gruppo di 19 passeggeri tedeschi della Concordia ha presentato un esposto alla polizia contro il comandante Francesco Schettino. I passeggeri accusano Schettino di "aver procurato loro lesioni con il suo comportamento negligente, averli esposti al pericolo, aver messo a repentaglio la navigazione e mancato di fornire aiuto alle persone in pericolo", ha spiegato il legale del gruppo, avvocato Hans Reinhardt. Dopo la sospensione definitiva della ricerca dei dispersi decisa martedì, fermi ieri a causa del mare mosso anche gli interventi di carattere tecnico intorno al relitto della Concordia. Il maltempo sta infatti ritardando le operazioni di svuotamento dei carburanti e il piano di recupero dei rifiuti. Le vetrate della piscina a poppa sul relitto si sono staccate e stanno cadendo in mare. A causare i distacchi sono state le acque agitate insieme al vento di grecale che soffia sull’ Isola. Le strumentazioni "hanno rilevato accelerazioni del movimento della prua della nave dell’ ordine massimo di 1,5 centimetri l’ ora, per complessivi 7,5 centimetri nell’ arco di 7 ore". Intanto sullo stop alla ricerca dei dispersi il Codacons annuncia una diffida al Commissario delegato all’ emergenza all’ isola del Giglio, Franco Gabrielli, e un nuovo esposto in Procura. "I parenti dei passeggeri che al momento risultano dispersi – afferma il presidente Carlo Rienzi – hanno diritto di conoscere la sorte dei propri cari e poter dare degna sepoltura ai corpi qualora si accerti la morte dei dispersi. La dignità delle famiglie coinvolte in questa tragedia va tutelata, e non è possibile interrompere le ricerche a bordo della nave, anche perché queste possono ancora conciliarsi con le necessarie attività di estrazione del carburante". Nel frattempo una task-force di ricercatori dell’ Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale con sede a Trieste e Udine è partita per l’ Isola del Giglio, per ricostruire la morfologia del fondale su cui poggia la Concordia. L’ intervento dei ricercatori è stato sollecitato dalla Protezione civile nazionale, che ha chiesto all’ Istituto di oceanografia e di geofisica sperimentale di effettuare una serie di rilievi urgenti sotto la chiglia della Costa Concordia, per ricostruire la morfologia del fondale e valutare così la resistenza delle rocce e dei sedimenti al peso della nave. Prosegue a ritmo serrato anche l’ inchiesta della Procura di Grosseto, che al momento vede indagati il comandante Schettino e il primo ufficiale di plancia, Ciro Ambrosio. Ieri è durato circa 5 ore l’ interrogatorio della 25enne moldava, Domnika Cemortan che è stata sentita come persona informata sui fatti dai pm in una caserma dei carabinieri di Marina di Grosseto. La giovane donna ha confermato, secondo quanto trapela da fonti investigative, che la sera del 13 gennaio si trovava nella plancia di comando della Costa Concordia, quando il comandante Francesco Schettino impattò con gli scogli dell’ Isola del Giglio. Nella sua testimonianza, la moldava avrebbe riferito le frasi pronunciate dai vari ufficiali di bordo, confermando la sua amicizia con molti di loro e con il comandante Schettino. Le sue risposte sono state giudicate molto interessanti dagli inquirenti, che ora dovranno confrontarle con quelle degli altri membri dell’ equipaggio, sentiti negli ultimi giorni dai pm di Grosseto. Da qui gli inquirenti dovranno ricostruire quanto accaduto quella sera, per arrivare a un quadro indiziario entro il 3 marzo, quando si svolgerà la prima udienza dell’ incidente probatorio sulla scatola nera. Martedì è stato sentito per otto ore (dalle 15 alle 23 circa) il manager dell’ unità di crisi della Costa, Roberto Ferrarini. L’ uomo è stato sentito come persona informata sui fatti: Schettino parlò più volte con lui nelle fasi concitate del naufragio. Da Ferrarini gli inquirenti si aspettano una ricostruzione di cosa successe quella sera, per delineare le effettive responsabilità. Lunedì prossimo invece il Tribunale del Riesame di Firenze si pronuncerà sui ricorsi della Procura di Grosseto e della difesa di Schettino, che chiedono rispettivamente il ripristino della misura cautelare in carcere per il comandante e la revoca dei domiciliari.

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