Giglio, Giampedroni dimesso dall’ospedale. Il maltempo ferma recupero carburante
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- Adnkronos on line
Firenze, 1 feb. – (Adnkronos) – E’ stato dimesso intorno alle 13 dall’ospedale di Grosseto il commissario di bordo Manrico Giampedroni, intrappolato 36 ore nel relitto della Costa Concordia, per essere salvato poi dai soccorritori. ”Sono stati bravissimi, in tre ore mi hanno tirato fuori – ha detto Giampedroni intervistato dal TgCom24 -. Quando ho visto il primo soccorritore, l’ho abbracciato d’istinto”. In quelle 36 ore Giampedroni ha raccontato di aver ”mangiato un panino trovato in acqua, era cattivissimo” e di aver bevuto qualche lattina che galleggiava in acqua. Per attirare i soccorsi ha sbattuto una padella contro le pareti della nave. Giampedroni è stato curato, aveva riportato una frattura a un arto inferiore. ”Lì stavo in piedi su una gamba sola”, ha detto, concludendo: ”Oggi per me è un giorno di festa”.
Intanto è stata identificata un’altra vittima del naufragio, si tratta della cittadina tedesca Siglinde Stumpf. In Germania un gruppo di 19 passeggeri tedeschi della Concordia ha presentato un esposto alla polizia contro il comandante Francesco Schettino. I passeggeri accusano Schettino di "aver procurato loro lesioni con il suo comportamento negligente, averli esposti al pericolo, aver messo a repentaglio la navigazione e mancato di fornire aiuto alle persone in pericolo", ha spiegato il legale del gruppo, avvocato Hans Reinhardt.
Dopo la sospensione definitiva della ricerca dei dispersi decisa ieri, fermi oggi a causa del mare mosso anche gli interventi di carattere tecnico intorno al relitto della Concordia. Il maltempo sta infatti ritardando le operazioni di svuotamento dei carburanti e il piano di recupero dei rifiuti. I lavori sulla nave sono stati sospesi e le vetrate della piscina a poppa sul relitto si sono mosse e parzialmente infrante.
Proprio sullo stop alla ricerca dei dispersi però il Codacons annuncia una diffida al Commissario delegato all’emergenza all’isola del Giglio, Franco Gabrielli, e un nuovo esposto in Procura. ”I parenti dei passeggeri che al momento risultano dispersi – afferma il presidente Carlo Rienzi – hanno diritto di conoscere la sorte dei propri cari e poter dare degna sepoltura ai corpi qualora si accerti la morte dei dispersi. La dignità delle famiglie coinvolte in questa tragedia va tutelata, e non è possibile interrompere le ricerche a bordo della nave, anche perché queste possono ancora conciliarsi con le necessarie attivita’ di estrazione del carburante”.
Nel frattempo una task-force di ricercatori dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale con sede a Trieste e Udine è partita per l’Isola del Giglio, per ricostruire la morfologia del fondale su cui poggia la Concordia. L’intervento dei ricercatori è stato sollecitato dalla Protezione civile nazionale, che ha chiesto all’Istituto di oceanografia e di geofisica sperimentale di effettuare una serie di rilievi urgenti sotto la chiglia della Costa Concordia, per ricostruire la morfologia del fondale e valutare così la resistenza delle rocce e dei sedimenti al peso della nave.
Prosegue a ritmo serrato anche l’inchiesta della Procura di Grosseto, che al momento vede indagati il comandante Schettino e il primo ufficale di planica, Ciro Ambrosio. Ieri è stato sentito per otto ore (dalle 15 alle 23 circa) il manager dell’unità di crisi della Costa, Roberto Ferrarini. L’uomo è stato sentito come persona informata sui fatti: Schettino parlò più volte con lui nelle fasi concitate del naufragio. Da Ferrarini gli inquirenti si aspettano una ricostruzione di cosa successe quella sera, per delineare le effettive responsabilità. Lunedì prossimo invece il Tribunale del Riesame di Firenze si pronuncerà sui ricorsi della Procura di Grosseto e della difesa di Schettino, che chiedono rispettivamente il ripristino della misura cautelare in carcere per il comandante e la revoca dei domiciliari.
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