28 Giugno 2019

Giardinieri «furbetti del cartellino»

inchiesta nel vii municipio uno timbrava per gli altri: 9 sospesi dall’ impiego i reati contestati sono truffa e peculato e ci sono una trentina di indagati
«Uno per tutti». Doveva essere questo il motto di alcuni dipendenti del Servizio Giardini che sono stati sospesi dall’ impiego. A turno, infatti, uno di loro timbrava i cartellini per tutti gli altri assenti. Quando, invece, erano pre senti, invece di prendersi cura dei parchi della Capitale e della potatura degli alberi che costeggiano le strade, i «lavoratori» in forza al VII Municipio usavano i mezzi e gli attrezzi dell’ amministrazione per andare per ” arrotondare” negli spazi verdi privati. Il gip del Tribunale di Roma Claudio Carini, su richiesta del pm Mario Palazzi, ha disposto per 9 giardinieri comunali la misura interdittiva della sospensione dal pubblico servizio per la durata di 12 mesi, con l’ accusa di truffa e peculato d’ uso. Si tratta di Paolo Chiavarini, Massimo Pinto, Maurizio Tripodi, Alceste Romagnoli, Paolo Pareti, Antonio Baroni, Giuseppe Antonacci, Sergio Sterlicchio e Giampiero Sferco. L’ indagine condotta dalla Procura, però, è più ampia e conta una trentina di indagati tra dirigenti, funzionari e semplici operai del Servizio giardini del Campidoglio. Ieri mattina sono state perquisite le abitazioni private e gli armadietti personali di una ventina di dipendenti del Dipartimento Ambiente del Comune. «L’ indagine – si legge in un comunicato della Polizia locale di Roma Capitale – ha avuto inizio attraverso segnalazioni dell’ amministrazione, in relazione ad abusi e comportamenti illeciti reiterati e diffusi da parte di impiegati e operai addetti al servizio, che si assentavano dal lavoro senza registrare le uscite o comunque attestando fittiziamente la loro presenza sul posto, incaricando altri, a turno, di timbrare i rispettivi cartellini. Gli stessi dipendenti utilizzavano per attività e interessi personali autovetture e mezzi dell’ amministrazione. Tutto questo è venuto a galla grazie ad approfonditi accertamenti di polizia giudiziaria, servizi di osservazione, pedinamento, riprese video fotografiche, fotogrammi, tabulati telefonici e intercettazioni degli indagati». «È stata raccolta una mes sedi elementi probatori atte stanti un diffuso malcostume all’ interno dell’ Ufficio giardini del VII Municipio, nel quale la maggioranza dei dipendenti presta la propria attività lavorativa solo fittiziamente – scrive il pubblico ministero nella richiesta con cui aveva sollecitato l’ arresto di alcuni degli indagati – In conclusione, emerge inequivocabilmente come all’ interno del predetto ufficio sussista una situazione di totale anarchia, a evidente discapito della cura dell’ interesse pubblico cui l’ ufficio dovrebbe essere rivolto, nella quale emergono invece solo ed esclusivamente interessi privati, per il cui soddisfacimento la funzione pubblica è piegata». «Un vero e proprio schiaffo a tutti i romani onesti scrive su Instagram la sindaca Virginia Raggi – Le indagini sono state portate avanti in questi mesi dalla Polizia locale di Roma Capitale, che ringrazio, sulla base della segnalazione fatta dalla presidente del Municipio VII Monica Lozzi. Alcuni video incastrerebbero i dipendenti comunali in servizio al Tuscola no mentre timbrano per gli altri colleghi e poi escono per andare a lavorare altro ve». «In pratica oltre allo stipendio del Comune avrebbero intascato i soldi per i “lavo retti” extra. Per non parlare poi che in alcune case di questi lavoratori sono stati ritrovati molti attrezzi da lavoro su cui ora sono in corso verifiche per vedere se sono stati rubati e sottratti al nostro Servizio Giardini. Si tratta dime le marce che allontaniamo e vogliamo tenere distanti da chi ogni giorno lavora per la città», conclude la Raggi. «Mentre gli alberi crollavano alla prima folata di vento, abbattendosi su automobili e persone e mettendo a serio rischio l’ incolumità dei cittadini, i dipendenti del Servizio Giardini – commenta il Codacons – timbravano il cartellino e abbandonavano il proprio posto di lavoro per svolgere attività personali».

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