20 Luglio 2022

GIANNUTRI: TROPPO BARCHE DAVANTI LE SPIAGGE DELL’ISOLA, CODACONS PRESENTA ESPOSTO A PROCURA DI GROSSETO

 

INDAGARE PER INOSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI DELLA CAPITANERIA DI PORTO E REATI AMBIENTALI

Presso l’isola di Giannutri vige una routine estiva che si ripete da decenni a cadenza annuale, con centinaia di imbarcazioni che approdano davanti le coste dell’isola in palese violazione di quanto statuito dall’ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria di Porto Santo Stefano, la quale vieta l’ancoraggio a una distanza minore di 200 metri dalle spiagge e 100 metri dalle scogliere. Lo denuncia il Codacons, che sul caso presenta oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Grosseto.
L’ordinanza della Capitaneria n° 58/2022 del 27.05.2022 stabilisce all’art. 2 che “Durante la stagione balneare la zona di mare per una distanza di 200 metri dalle spiagge e 100 metri dalle scogliere/coste a picco è prioritariamente destinata e riservata alla balneazione. (…)”; “Nelle zone di mare di cui al comma 1, fatto salvo quanto previsto all’art. 5 in materia di pesca, nelle ore comprese tra le 08:30 e le 19:30 E’ VIETATO il transito di qualsiasi unità navale, a motore ed a vela (surf, windsurf e kitesurf compresi), ad eccezione dei mezzi di Polizia e dei natanti da diporto tipo jole, canoe, pattini, mosconi, lance, S.U.P. (stand up paddle) nonché pedalò e simili e delle moto d’acqua impiegate in attività di salvataggio e a tale finalità utilizzate”.
L’inosservanza di tale Ordinanza – scrive il Codacons nell’esposto – renderebbe configurabile il reato previsto dall’art. 650 c.p. secondo cui “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro.”.
In secondo luogo l’appostamento di barche in una zona destinata ai bagnanti mette in pericolo la pubblica incolumità e comporterebbe l’inquinamento dell’aerea e la distruzione dei fondali.
In ragione di ciò, nel caso di specie sarebbe dunque altresì configurerebbe il reato previsto dall’art. 452 bis c.p.
Per tali motivi il Codacons ha chiesto alla Procura di Grosseto di predisporre tutti i controlli necessari per accertare i fatti segnalati e la possibilità di configurarsi di fattispecie penali quali i reati previsti dagli artt. 650, 452 bis, 452 quinquies, 323 e 328 c.p. e ogni fattispecie criminosa che venisse individuata, chiedendo l’esercizio dell’azione penale a carico di coloro che risulteranno responsabili.

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