1 Novembre 2012

Giallorossi a fondo nella piscina di Parma non basta il finale all’ assalto di Mirante

Giallorossi a fondo nella piscina di Parma non basta il finale all’ assalto di Mirante

Nella piscina di Parma affoga la Roma di Zeman. Illusa dal vantaggio di Lamela, poi infilata per tre volte dai gialloblù, sino alle speranze riaccese dal rigore di Totti, la squadra del boemo ha collezionato la seconda sconfitta consecutiva, ancora una volta con tre gol incassati e due segnati. Il capitano allunga la striscia di segnature arrivando alla 218esima marcatura in serie A. E domenica sera all’ Olimpico arriva il Palermo che è stato capace di andare in vantaggio per due a zero contro il Milan.Prima della gara si era era trasformato in un piccolo incidente diplomatico la trasferta della Roma a Parma. I giallorossi hanno viaggiato sul treno Frecciarossa, come da recente partnership con Trenitalia, deviando il normale itinerario del convoglio proprio verso Parma, quando in realtà era prevista solamente la fermata di Bologna e Milano. I passeggeri si sono imbufaliti per i conseguenti 40minuti di ritardo, con il Codacons che ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura di Parma, con Trenitalia che starebbe pensando a un rimborso del 25% dei biglietti. “Non c’ è stato alcun dirottamento – sorride Baldini – è un accordo commerciale che magari Trenitalia doveva comunicare ai passeggeri”. Il diesse giallorosso ha però in questo momento ben altri problemi a cui pensare. Prima ci tiene a tornare sui cori ascoltati domenica scorso durante il minuto di silenzio per il militare morto in Afghanistan. “Chiedo scusa in ritardo per quei soliti idioti che hanno voluto farci sapere il loro pensiero illuminato… spero non sia troppo tardi per farlo”. Sul momento della Roma, poi. “Ci confrontiamo all’ interno con l’ allenatore. Tutti noi, mister compreso, riteniamo di avere un potenziale che merita più della classifica attuale. Dobbiamo lavorare sul nostro tallone d’ Achille, la fase difensiva: è un concorso di colpe, individuali e collettive”. Zeman è comunque libero di lavorare. “Ma certo, se ci chiede un parere glielo diciamo, ma noi dirigenti raffrontiamo la situazione dal punto di vista psicologico o psicofisico, non scendiamo in particolari tecnici”.
 

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