11 Gennaio 2011

Giallo sulle bonifiche e sui valori delle aree: un nuovo dossier sul Lido

Giallo sulle bonifiche e sui valori delle aree: un nuovo dossier sul Lido
 

VENEZIA. Cui prodest? dicevano i latini. Più semplicemente: chi ci guadagna? La grande operazione dell’ ex Ospedale al Mare ha salvato per il momento il bilancio del Comune. La firma del preliminare con i privati, l’ antivigilia di Capodanno, ha fatto tirare un sospiro di sollievo a Ca’ Farsetti. Ma forse per la collettività non è stato un grande affare. Ne sono convinti i comitati e le associazioni del Lido, che stanno mettendo a punto in questi giorni un nuovo dossier da inviare alla magistratura. «Chiediamo si faccia chiarezza su questa vicenda», dice Federico Antinori, segretario della Lipu e autore a nome di una ventina di associazioni (tra cui Italia Nostra, Codacons, Ecoistituto, Pax in Aqua) di un dettagliato esposto inviato qualche mese fa alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Nulla si è mosso e adesso i comitati tornano all’ attacco. Forti di nuovi elementi e documentazioni. E dell’ appoggio di consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. «Stiamo preparando un ricorso al Tar», annuncia Nicola Funari di Italia dei Valori, «queste operazioni sono illegittime». Annuncia battaglia anche la Lega, mentre l’ avvocato Mario d’ Elia ha pronto un esposto per «danno patrimoniale». La bonifica. Ancora un mistero il costo reale della bonifica dei terreni. Amianto è stato trovato dove erano in corso i lavori del nuovo Palazzo del Cinema e anche del sito dove si dovevano stoccare le sostanze inquinanti a San Nicolò. Anche il sottosuolo dell’ ex Ospedale è risultato inquinato. Nessuno se n’ era accorto quando il Comune ha acquistato dall’ Asl e poi ha messo in vendita il bene. Così all’ articolo 10 del preliminare del dicembre 2009 si legge: «L’ onere della bonifica è a carico della parte venditrice». Il Comune, sostengono i comitati, si consegna così «mani e piedi» ai privati. E a tutt’ oggi ancora non si sa quanto costerà l’ operazione di bonifica. La Favorita. I vincoli dell’ Enac per il vicino aeroporto hanno costretto a riudurre la superficie edificabile. Nella prima gara del 2009 erano 19 mila metri quadrati, adesso sono 9600, gli altri resteranno a verde. La Favorita è stata dunque «scorporata» dall’ operazione e valutata 20 milioni. Ma se la superficie edificabile è adesso dimezzata, osservano i comitati, allora prima valeva il doppio? I valori delle aree. L’ area dell’ Ospedale al mare (più darsena e spiaggia) è stata alla fine acquistata dai privati per 93 milioni di euro. Tolti i canoni demaniali (32 milioni per gli specchi acquei e l’ arenile, pochi euro al metro quadro) ne restano 61. Se l’ ospedale ne vale 40, darsena e spiaggia valgono insieme non più di 21 milioni euro. Il palazzo del Cinema. L’ operazione Ospedale al Mare è nata per finanziare la costruzione del nuovo palaCinema. I lavori sono fermi per l’ amianto, finora si vede soltanto il grande buco, 105 alberi sono stati abbattuti. L’ opera non sarà pronta per le celebrazioni del 150esimo dell’ Unità d’ Italia, nel prossimo maggio. Nemmeno per la prossima Mostra del Cinema, per cui la Biennale dovrà adattare la vecchia sala. I soldi. Quanto ci guadagna il Comune dall’ operazione? Dai 61 milioni vanno tolti i 27 già sborsati per acquistare l’ Ospedale dall’ Asl. Ne restano 34, di cui 16 caparra versata da Est Capital. Il commissario. La nomina del commissario Vincenzo Spaziante è del 12 marzo 2009, con ordinanza del presidente del Consiglio Berlusconi. Il 15 luglio un’ altra ordinanza stabilisce che il commissario «assuma le iniziative e adotti i provvedimenti per ogni intervento collegato con la costruzione del nuovo Palazzo». Ed è proprio questo il punto su cui i comitati invocano l’ illegittimità. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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