10 Giugno 2016

Giachetti: ballottaggio primo referendum sulle Olimpiadi

Giachetti: ballottaggio primo referendum sulle Olimpiadi
• il
candidato del centrosinistra romano: pronto a consultare i cittadini, io
voto a favore. la grillina taverna: rimandiamole. il pd: al 2047?
bobogiac imitato da fiorello: «al mio segnale scatenate l’ inferno!» la
voce come luca ward che doppia il gladiatore…

N. L. Si sta concentrando sulle Olimpiadi lo scontro elettorale in vista del ballottaggio del19 giugno per il Comune di Roma. E sul referendum per la candidatura di Roma ai giochi del 2024, che Roberto Giachetti, candidato del centrosinistra, si dice pronto: «Se qualcuno raccoglie le firme si fa. Io voto a favore», e comunque «il primo referendum sulle Olimpiadi sarà il ballottaggio», visto che la sfidante grillina, Virginia Raggi, e contraria a Roma 2024. Anzi, fosse per Paola Taverna dei 5 Stelle iGiochi (nel mondo?)andrebbero «posticipati» finché a Roma non siano stati risolti i problemi quotidiani. Da «mamma e da cittadina», spiega la pentastellata, «se dovessi essere interpellata chiederei di posticipare le Olimpiadi a dopo che avremo ristrutturato la scuola di mio figlio» e «dopo aver risollevato Roma». Le reazioni si scatenano. Giachetti ironizza su Twitter: «Paola Taverna: “Posticiperei le Olimpiadi”. Adesso chiamo il Cio e chiedo se si possono fare nel 2047. P.S. Però le elezioni no eh!». Seguono ironie di molti esponenti Pd, che insistono sulla inadeguatezza dei programmi a 5 Stelle. «Potremmo spostare il Colosseo per rendere più fluido il traffico?», twitta Stefano Esposito. E RaffaeleRanucciaffermache, secondoil sondaggio Swg, «i cittadini romani considerano le Olimpiadi nella Capitale nel 2024 una grande opportunità di crescita e di sviluppo», mentre «soloil23 per cento dei cittadini e assolutamente contrario». E il Codacons, che fa notare come per un «temporale Roma vada in tilt». I Radicali, (che sostengono il candidato del centrosinistra), con il segretario Riccardo Magi rilanciano il referendum. Ieri Giachetti ha incontrato i candidati della sua lista civica, anche i tanti che, in tutti i municipi tranne uno (Tor Bella Monaca) che andranno ai ballottaggi, per coordinare la campagna per il secondo round. E ha evidenziato le contraddizioni di Virginia Raggi: mercoledì «ha anche detto che sarebbe orientata a dire sì allo stadio della Roma mentre due mesi fa ha dichiarato che avrebbe ritirato ladeliberasullapubblicautilità dell’ opera», attacca il candidato dem. Il problema e «misurare la credibilità di quello che ciascuno dice, ma lei si rifiuta di fare i confronti». A parte il faccia a faccia su SkyTg24 il 15, la grillina ha rifiutato ogni altro confronto in diretta, chiesto da ogni testata. No secco anche ai tu per tu dal vivo, oggi all’ Eur Giovanni Floris dovrà fare interviste separate ai due candidati per il rifiuto di Raggi, nell’ incontro di Unindustria. Insomma, «Virginia scappa», e il refrain di Bobogiac, che se non altro ha avuto la soddisfazione di essere imitato da Fiorello: «Al mio segnale scatenate l’ inferno!…». Si stringono i tempi per la caccia al voto, soprattutto degli indecisi. A sinistra cresce il fronte di chi non vuole votare scheda bianca o nulla, come indica Fassina, e potrebbero scegliere Giachetti nella tradizione romana del centrosinistra unito fino allo “strappo” con Marino. Il quale guarda ai 5 Stelle, nella sua vendetta contro il Renzi. Giachetti sta battendo il territorio, ma ovviamente deve pescare voti anche fra le liste escluse, quindi valuterà «con attenzione» le domande che Fassina e Alfio Marchini hanno posto ai candidati. Quelle del candidato di Si «sono questioni che mi trovano molto più vicino al popolo della sinistra rispetto ad altri candidati», ha commentato Giachetti, precisando: «Sulla rinegoziazione del debito i soldi da risparmiare devono essere messi sul sociale, dagli asili nidi all’ assistenza a disabili e anziani. Ho proposto un assessorato alla rigenerazione urbana e credo che, se si costruisce qualcosa di nuovo vada fatto come si deve, con interventi di qualità». Insomma, porte aperte alla sinistra, cosa che ha fatto dall’ inizio. Raggi intanto ha deciso di chiudere la campagna elettorale venerdì 17 a Ostia, terreno conquistato dai grillini, ma contaminato dalla mafia. Olimpiadi a parte, il candidato dem batte un altro punto: l’ ostilità al risanamento in corso all’ Atac e mostra dubbi sulla tempistica di uno sciopero Ugl: «Apprendo che, per una straordinaria coincidenza, lo sciopero del personale Atac proclamato dall’ Ugl, e stato programmato dalle 20:30 alle 0:30 di lunedì, esattamente in concomitanza con la prima partita della Nazionale agli Europei di calcio». Strane coincidenze, nota Giachetti che avverte: «Se qualcuno vuole fermare il cambiamento e il risanamento recentemente avviato in Atac non può contare su di me. E lunedì «la partita me la vado a vedere in autobus». Gli risponde Fabio Milloch, segretario nazionale dell’ Ugl Autoferrotranvieri: lo sciopero riguarda la sicurezza nei trasporti pubblici. Quanto all’ orario, «none stato indetto per consentire ai dipendenti Atac di guardare l’ esordio degli azzurri agli Europei in Francia». A questo Giachetti non aveva neppure pensato…

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