12 Luglio 2017

Già quattrocento le denunce in procura per l’ esercito di feriti

TRE INDAGATI e decine di persone informate sui fatti, ma risposte ancora non se ne hanno dall’ inchiesta per la notte della finale di Champions League che il 3 giugno si è conclusa con 1526 persone ferite, molte lievemente ma decine in modo grave, tra cui anche Erika Pioletti la donna di Domodossola che dopo dodici giorni di coma è morta all’ ospedale Giovanni Bosco. La Digos, coordinata dai pm Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo, ha sentito fin da quella notte decine di testimoni. All’ inizio per cercare di ricostruire la dinamica che ha scatenato il panico in piazza, tanto da far fuggire migliaia di tifosi verso le strade laterali. È proprio durante questo fuggi fuggi impazzito che molti hanno perso le scarpe e si sono tagliati, correndo a piedi nudi sui cocci di bottiglie rotte che erano state liberamente vendute in piazza San Carlo per l’ intera giornata. Ma nonostante i filmati esaminati da ogni angolazione possibile, e gli appelli affinché tutte le persone presenti raccontassero cosa avevano visto o sentito, non c’ è stato modo di capire che cosa abbia scatenato il panico dopo il terzo gol del Real Madrid. Si è passati perciò a ricostruire la catena delle responsabilità degli organizzatori della serata e tra questi, per ora, sono finiti nei guai i responsabili di Turismo Torino, Maurizio Montagnese e Danilo Bessone, entrambi iscritti al registro degli indagati con l’ accusa di lesioni multiple anche gravissime e omicidio colposo. Diversa la situazione della sindaca, Chiara Appendino, che a differenza di Bessone e Montagnese, non è stata sentita dagli inquirenti, ma è stata iscritta al registro degli indagati in un secondo fascicolo aperto dai pm, solo per le lesioni meno gravi, e per effetto delle querele dei feriti. Oltre trecento sono quelle depositate solo dal Codacons. Più un altro centinaio da avvocati individualmente. Alcuni di questi si sono già rivolti al Comune e a Turismo Torino per chiedere il risarcimento dei danni subiti quella sera. Ma tutti potrebbero penare parecchio per ottenere vittoria, almeno su questo fronte, visto che né il Comune né Turismo Torino avevano stipulato con l’ assicurazione una polizza dedicata. In linea con l’ evidente sottovalutazione della delicatezza della serata che molti altri elementi hanno messo in luce. Errori grossolani che potrebbero costare un processoa ai massimi vertici istituzionali della città. (o.giu.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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