Già una ventina i casi torinesi su cui indaga la Procura
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fonte:
- la Repubblica
Già una ventina i casi torinesi su cui indaga la Procura
E anche i medici scrivono a Guariniello: “Signor procuratore, posso continuare a prescrivere quel medicinale?“
Nell`ufficio al quinto piano di Palazzo di giustizia dal quale il procuratore Raffaele Guariniello coordina la complessa indagine sui rischi e sulla diffusione del Lipobay, il farmaco anticolesterolo della Bayer accusato di aver provocato oltre cinquanta decessi in tutto il mondo, in questi giorni arriva di tutto: anche le richieste di consigli da parte dei medici. Ieri sulla scrivania del magistrato, accanto alla pila sempre più alta di documenti, relazioni, verbali e denunce, è apparsa persino una lettera che diceva più o meno: «Caro signor procuratore, io sto curando alcuni pazienti con il farmaco tal dei tali. Posso continuare o devo smettere?».
Guariniello sorride e continua a raccogliere materiale. Tra le segnalazioni che gli arrivano da tutta Italia (c`è chi manda la propria denuncia in duplice copia, una alla Procura competente e una a lui, non si sa mai) sono ormai una ventina i casi torinesi di pazienti che lamentano problemi e disturbi più o meno gravi in relazione all`uso del Lipobay o dei farmaci gemelli Cervasta e Stativa. L`ultimo è quello di un malato che, tempo fa, era stato ricoverato in un ospedale della provincia con una diagnosi chiarissima: «Epatopatia da Lipobay». Ma, in occasione di un ricovero più recente in un`altra struttura, si è scoperto che il caso precedente non era stato segnalato al servizio di farmacovigilanza, come invece impone la legge. Perché? «Perché – hanno spiegato i sanitari – non se ne ravvisavano gli estremi».
Probabilmente dovranno spiegarlo anche al magistrato.
Il procuratore, al di là dei casi di sua stretta competenza, sta mettendo insieme dati relativi a episodi di altre parti d`Italia per ricostruire un quadro il più completo possibile della diffusione del farmaco. Per questo ha deciso di far identificare tutti i medici che lo hanno prescritto nel Torinese, mentre il Codacons ha addirittura predisposto un modulo che contiene una serie di quesiti per l`assunzione di informazioni sull`uso delle statine in modo da avere un monitoraggio preciso e omogeneo della situazione. L`associazione degli utenti si è anche costituita come parte offesa nell`inchiesta torinese e ha annunciato che, se e quando si arriverà al processo, si costituirà parte civile.
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