20 Marzo 2007

Giù le mai da frutta e verdura

PERUGIA – Giù le mai da frutta e verdura. Sull`ondata di maltempo in arrivo e sui presunti aumenti dei prezzi di frutta e verdura, le associazioni dei consumatori non faranno sconti. “Sguinzaglieremo i nostri “007 della spesa“ tra i banchi dell`ortofrutta per verificare che non siano praticati aumenti ingiustificati“, fa sapere il Codacons. Mentre Confconsumatori è pronta ad un altro “sciopero del formaggio“, in questo caso di frutta e ortaggi, “se dovessimo riscontrare variazioni anomale nei listini“. Se sul versante tempo l`atmosfera si preannuncia gelida, con pioggia e freddo già arrivati e come minino “in programma“ fino a sabato, sulla questione prezzi il clima resta sempre surriscaldato. L`allerta meteo diramato dalla Protezione civile e valido anche per l`Umbria, si porta dietro, infatti, anche una serie di considerazioni sull`andamento dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli. A fare una previsione su cosa potrebbero causare ora freddo e gelo sono le organizzazioni agricole. Le colture più a rischio sono frutta e ortaggi a campo aperto. “Le gelate, specie nelle ore notturne – fanno sapere dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) – potrebbero distruggere molti degli alberi da frutta – mele, pere, susine, ciliegi, peschi, albicocchi – fioriti precocemente a causa delle temperature mite avute in autunno ed in inverno“. Discorso simile per gli ortaggi che grazie al clima gentile sono proliferati in campagna aprendo una crisi nel settore per sovrapproduzione. “Una delle più gravi degli ultimi decenni – aggiungono dalla Cia – per le produzioni che si sono accavallate e concentrate e che per questo sono diventate non commerciabili e sono rimaste invendute“. Ma secondo l`organizzazione agricola sarebbe andata perduta anche il 50&% della produzione di arance che con mandarini e clementine non hanno trovato sbocco sul mercato. A questa situazione già difficoltosa, il freddo potrebbe dare il colpo di grazia. Ma per come stanno ora le cose, difficile prevedere aumenti al dettaglio considerando la caduta libera di prezzi e remunerazioni all`origine. Per questo le associazioni dei consumatori promettono battaglia nel caso di aumenti. “Innanzitutto non è certo che il freddo venga – precisa Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e l`Umbria con le regioni centro meridionali dove si concentrano le produzioni potrebbero solo essere lambite dalla perturbazione secondo le ipotesi di certi meteorologi. In ogni caso vigileremo perché non ci siano aumenti ingiustificati anche perché in questo periodo ci sono offerte di melanzane, peperoni e carciofi che testimoniano di una certa abbondanza di tali produzioni. Se ci saranno anomalie siamo pronti a denunciarle“. Nei prossimi giorni l`associazione ha annunciato una serie di controlli a campione nei negozi e supermercati della regione per verificare che non ci siano effetti annuncio sui prezzi di frutta e verdura. “Gli aumenti, quando ci sono, bisogna ricordare che non vanno mai a chi produce ma agli intermediari e a rimetterci sono sempre primo e ultimo anello della catena“. Salvatore Lombardi, presidente regionale di Confconsumatori, pone anche un`altra questione. “Il ministro della Salute, Livia Turco, parla di stili di vita da cambiare, di diete a base di frutta e verdura da seguire, e di accordi con il settore per abbassare i listini: ma con i prezzi attuali tali diete solo un ministro e pochi altri eletti possono seguirle. Speriamo che il freddo non congeli anche questo piano. È impossibile che quando fa freddo ad Aosta si abbiano ripercussioni a Fondi o in Puglia ed i prezzi salgono. Il nostro augurio è che in coerenza con il piano della Sanità i prezzi di frutta e verdura non solo restino stabili, ma ci aspettiamo che scendano per consentire la ripresa del consumo di frutta e verdura“. E se ciò non dovesse avvenire, Confconsumatori sarebbe pronta ad un altro “sciopero“. “Saremo molto attenti ai prezzi dei prossimi giorni – fa sapere Lombardi – e se saremo costretti a dire ai consumatori di non consumare tali prodotti se dovessero subire aumenti ingiustificati“.

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