31 Marzo 2009

Giù il soffitto, scuola evacuata: “Il Comune sapeva”

Aule sgomberate, da tempo i bimbi erano costretti a dormire tra bacinelle d’acqua. E ora il preside accusa  Verona: infiltrazioni alla materna, cedono i pannelli. I genitori: «I nostri bambini miracolati»

VERONA«I bambini erano costretti a dormire tra le bacinelle e i secchi d’acqua, a causa delle continue infiltrazioni. Era necessario intervenire prima, adesso non possiamo che considerare i nostri figli miracolati». Sono arrabbiati i genitori dei piccoli che frequentano la scuola dell’infanzia Contrada Polese, in salita Santa Lucia a Verona. Mentre la scuola era chiusa, nel fine settimana, sono caduti pannelli di cartongesso dal soffitto, a causa delle abbondanti piogge degli ultimi giorni. Quando ieri mattina poco prima delle 8 hanno accompagnato i figli a scuola, le stanze erano allagate e cinque pannelli giacevano a terra, altri nove sono stati rimossi preventivamente dai vigili del fuoco, che hanno dichiarato inagibile l’edificio. In cucina, l’acqua gocciolava pericolosamente sul forno elettrico. I 125 bambini e le loro insegnanti sono stati fatti evacuare dai pompieri. Parte dei piccoli (le sezioni A, B e C) sono stati portati nella vicina scuola primaria Frattini, mentre le sezioni D ed E sono state accompagnate alla scuola primaria 6 Maggio. «Credevano fosse un gioco – racconta Giannina Bogoni, coordinatrice di plesso – . Gli abbiamo detto che avremmo fatto una passeggiata per andare a trovare i bambini delle elementari ». Dai primi accertamenti dei vigili del fuoco, giunti sul posto insieme ai carabinieri e agli agenti della polizia municipale, la causa delle infiltrazioni sarebbe dovuta alla guaina catramata che si trova sul tetto e che dovrebbe fare da isolante, ma che in realtà è in pessime condizioni. «Da tempo segnalavamo al dirigente scolastico la situazione, si sapeva che c’erano grossi problemi – accusa la rappresentante dei genitori Annamaria Zanolli – . Quello che è successo è molto grave: i sassi caduti insieme ai pannelli erano grossi. Poteva essere una tragedia ». Il dirigente scolastico Raffaele Piccinato si difende: «La Circoscrizione da tempo era stata avvisata delle infiltrazioni d’acqua. L’ultima nostra lettera è del 30 dicembre 2008, chiedevamo l’intervento dell’ufficio tecnico del Comune».  «Ennesima scampata strage », accusa il Codacons. «Sarebbe il caso di cominciare e mettere in sicurezza scuole, ospedali e edifici pubblici, se vogliamo fare ripartire l’economia — dice il consigliere regionale dei Comunisti italiani Nicola Atalmi — quella di Verona poteva essere l’ennesima tragedia tra i banchi di scuola».  Il sindaco Flavio Tosi, replica: «L’unica cosa sfiorata non è la tragedia, ma il ridicolo delle affermazioni di Atalmi e del Codacons. L’intervento di rifacimento del tetto era già previsto per l’estate». Il presidente della quarta Circoscrizione Giuseppe Simone aveva inserito l’intervento nel piano manutenzione edifici: si aspettava che terminasse l’anno scolastico per rifare completamente il tetto della scuola, un costo di circa 80mila euro.
 

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