6 Luglio 2010

Giù i consumi delle famiglie: meno cibo e più scadente

Gli italiani tirano la cinghia. A parlare sono i dati diffusi ieri dall’ Istat: nel 2009 la spesa media mensile è scesa dell’ 1,7% rispetto all’ anno precedente, attestandosi a 2.442 euro. A tirare di più la cinghia sono gli anziani soli: sborsano in media 1.415 al mese, mille euro in meno rispetto alla spesa media dei nuclei famigliari. Il 35,6% delle famiglie ha speso meno per i generi alimentari: di queste il 63% afferma di aver sacrificato, per ora, solo la quantità, il 15% anche la qualità. In calo alimenti freschi come pane, frutta e verdura, ma anche a lunga conservazione come zucchero e caffè: oltre bibite e bevande. La spesa per l’ acquisto di carne si conferma la più alta tra le spese alimentari (105 euro al mese) e continua a rappresentare il 4,3% del totale. Ma si taglia su fumo (dallo 0,9% allo 0,8%), spese sanitarie (medicinali, dentista e visite mediche) e trasporti, in particolare per la benzina. I tagli non risparmiano cultura e tempo libero: diminuisce la spesa per l’ acquisto di nuove tecnologie, cd, dvd, riviste e quotidiani; aumenta quella per l’ acquisto di televisori (indotta dal passaggio al digitale terrestre), per attività sportive e giochi di Stato: Lotto, Superenalotto e Gratta e Vinci. Stando ai rilievi della Confederazione italiana agricoltori, nel contesto dei "tagli" alla spesa il più penalizzato è il pane: nel 2009 gli acquisti sarebbero calati del 50%. "Calo anche nel 2010" Se nel 2009 i consumi sono scesi, per il 2010 è difficile essere positivi, visto che il potere d’ acquisto scenderà di 886 euro a famiglia. Lo sostengono Federconsumatori e Adusbef commentando i dati Istat. Un "segnale grave" anche secondo Codacons: "Dimostra lo stato di disagio economico in cui versano i cittadini e il dilagare di un crescente stato di povertà che fa diminuire gli acquisti".
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox