22 Luglio 2013

Giù gli ecomostri ruspe dopo 32anni

Giù gli ecomostri ruspe dopo 32anni

 

 

Antonio Vuolo MONTECORICE Iniziava tutto il 4 marzo 1981. Il costruttore Angelo Russo otteneva la concessione edilizia n.178 per la costruzione di ville plurifamiliari, su una superficie di 4.355, in località Pennino della frazione Case del Conte, nel comune di Montecorice. Oggi, dopo trentadue anni di battaglie di fronte ai giudici amministrativi, gli scheletri di quelle che dovevano essere delle ville saranno demoliti. Sono quattro strutture che dominano una delle aree più incontaminate del Cilento, la collina delle Ripe Rosse, a picco sul mare. Ad seguire i lavori di demolizione è stato autorizzato lo stesso costruttore, Angelo Russo, in esecuzione di quanto statuito dal Consiglio di Stato con la sentenza del 20 dicembre 2012, che ha confermato la legittimità di tutti gli atti emessi negli anni passati dal comune di Montecorice. I lavori potranno esse intrapresi non appena il costruttore Russo presenterà al comune la documentazione richiesta dall’ amministrazione con la delibera numero 63/2013. «Finalmente quelle brutture che si ergono sulla collina – afferma il primo cittadino di Montecorice, Pierpaolo Piccirilli – saranno demolite. È una vittoria di chi in tutti questi anni si è battuto per arrivare alla risoluzione definitiva della vicenda». Agli inizi degli anni Ottanta, per la prima volta il pretore di Agropoli Michele Di Lieto sospese i lavori e sequestrò il cantiere sul presupposto che l’ area interessata sarebbe stata percorsa da incendi e, quindi, inedificabile. Quindi, l’ intervento di sospensione dei lavori della Soprintendenza di Salerno e dell’ allora soprintendente Mario De Cunzo. Poi, le prime battaglie amministrative con Russo che impugna dinanzi al Tar di Salerno i decreti ministeriali recanti la sospensione dei lavori e l’ ordine di ripristino dello stato dei luoghi. Successivamente, il tentativo di ottenere una proroga dell’ efficacia della concessione edilizia alla quale l’ amministrazione dell’ epoca si oppose nel 1990, con un provvedimento di annullamento della stessa a firma del sindaco dell’ epoca Giuseppe Tarallo. Vani anche i tentativi di ottenere la sanatoria delle strutture con due pratiche di condono edilizio, legge 47/85 e legge 724/94. Così, oggi, le ruspe potranno entrare in azione dopo che Russo avrà ottemperato alle «condizioni tassative» imposte dall’ amministrazione e, qualora non venissero rispettate, dovrà essere il comune ad avviare tutte le procedure per la gara d’ appalto ed eseguire la demolizione, utilizzando i circa 270mila euro messi a disposizione dal ministero dell’ Ambiente. «È la seconda volta che le ruspe entrano in azione sul territorio di Montecorice, prima Baia Punta Licosa adesso Russo Angelo – sottolinea l’ assessore all’ Urbanistica, Rinaldo Maffia – Certamente non si gode nel vedere demolire, ma in questi casi l’ interesse pubblico è prevalente». Ad affiancare il comune di Montecorice nella lunga battaglia anche i ministeri dell’ Ambiente e per i Beni e le Attività culturali, la soprintendenza di Salerno con Mario De Cunzo e Fausto Martino, l’ ente Parco e l’ Avvocatura dello Stato di Salerno, oltre alle varie associazioni ambientaliste e Codacons. «Finalmente si chiude una vicenda trentennale – dicono Michele Buonomo ed Ottavio Giannella, rispettivamente presidente regionale e locale di Legambiente – che costituisce un modello di sviluppo negativo invasivo ed insostenibile. Un plauso va all’ amministrazione che dal suo insediamento ha manifestato con i fatti un’ inversione di tendenza nel concepire lo sviluppo urbanistico del territorio». Quindi, il messaggio conclusivo di Giuseppe Tarallo, ex sindaco di Montecorice: «No alla speculazione, sì alla tutela e riqualificazione del territorio e del paesaggio. Finalmente le Ripe Rosse possono rivivere». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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