«Giù gli ecomostri delle Ripe Rosse»
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fonte:
- Il Mattino
Antonio Vuolo Montecorice. «Il comune di Montecorice abbatta subito gli ecomostri delle Ripe Rosse». Firmato Codacons Salerno. L’ associazione, nata in difesa dei consumatori e dell’ ambiente, torna ad alzare la voce a distanza di oltre due mesi dalla storica sentenza del Consiglio di Stato (n.6576 del 20/12/2012) che ha confermato la legittimità dell’ ordinanza di demolizione dei manufatti in cemento armato abusivi delle Ripe Rosse emessa dal comune di Montecorice. E accusa: «L’ ente comunale non ha risposto all’ accesso per conoscere gli atti sul programma di demolizione». Ed è per questo motivo che il Codacons, come spiegano gli avvocati Pierluigi Morena e Raffaella D’ Angelo dell’ ufficio legale, ha deciso di presentare anche «un ricorso al Tar». Il Codacons preme, infatti, affinché i quattro scheletri, costruiti in una zona ad alta tutela ambientale con vincolo di inedificabilità, vengano abbattuti quanto prima. «Ora che la battaglia giudiziaria si è chiusa con la sentenza del Consiglio di Stato – continuano i due legali – va ripristinata la legalità. Il Comune deve procedere all’ immediato abbattimento dei manufatti visto che il Ministero ha anche stanziato dei fondi per la demolizione». Il riferimento è ai circa 270mila euro stanziati dal Ministero dell’ ambiente e della tutela del territorio e del mare in favore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni per procedere alla demolizione degli abusi realizzati. «È la seconda volta che ci diffidano – si difende il primo cittadino di Montecorice, Pierpaolo Piccirilli – come se fossimo reticenti o addirittura non volessimo abbatterli. Bisogna seguire dei passaggi, se fosse possibile li butterei giù da domani mattina». Infatti, il Codacons Campania, che da circa sette anni segue la vicenda, già in un’ altra occasione aveva diffidato sindaco e presidente del Parco, investendo della questione anche il Prefetto di Salerno affinché valutasse eventuali omissioni nell’ operato delle amministrazioni locali. «Ci accusano di ostruzionismo – continua il sindaco – senza sapere che non ci è giunta nessuna richiesta di accesso agli atti. Siamo stati e saremo sempre disponibili a qualsiasi richiesta di comunicazione». Ad occuparsi dell’ abbattimento, intanto, potrebbe essere lo stesso costruttore che negli anni Ottanta aveva iniziato l’ edificazione dei quattro manufatti nella pineta che si affaccia a picco sul mare blu del Cilento. Nei giorni scorsi, infatti, si è tenuto un incontro congiunto tra il sindaco, il direttore del Parco ed il responsabile del procedimento, durante il quale è stata accolta la richiesta del costruttore di prendersi l’ onere economico e materiale di abbattere gli ecomostri. «Abbiamo accolto la richiesta del costruttore – spiega Picirilli – che avrà quindici giorni di tempo per presentare il suo progetto esecutivo di demolizione e per nominare il direttore dei lavori. Altrimenti procederemo tranquillamente con la nostra gara d’ appalto». E dove finiranno i fondi del Ministero? «Nel caso in cui si dovesse procedere in questa direzione – conclude il sindaco – cercheremo in ogni caso di utilizzare quei fondi per riqualificare l’ intera area». Ma bisogna fare in fretta perché, come concludono gli avvocati Morena e D’ Angelo, «continueremo ad incalzare il comune in ogni sede fino a quando non vedremo gli ecomostri demoliti». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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