1 Febbraio 2005

«Già da Civitavecchia vagoni stracolmi e i monitor in stazione sono fuori uso»

LADISPOLI- Treni in perenne ritardo, carrozze numericamente insufficienti a contenere la massa di viaggiatori, stazioni smantellate o che risentono dell`usura del tempo. E` la triste realtà quotidiana che debbono affrontare i pendolari della linea ferroviaria che collega la capitale a Civitavecchia. Una serie di disservizi che attanagliano migliaia di utenti di Ladispoli, Cerveteri e Santa Marinella che da anni combattono con un nemico che sembra invincibile. «Nonostante le promesse – dice Angelo Bernabei, coordinatore del Codacons per il litorale – questo è un film già visto. L`alto Lazio è cresciuto a dismisura come densità abitativa. Soltanto alla stazione di Ladispoli si recano ogni giorno oltre 8.000 pendolari, eppure non c?è traccia del previsto potenziamento della linea. In certi casi la situazione è peggiorata. A Ladispoli, con il personale ridotto, i pendolari spesso restano senza informazioni a causa dei frequenti guasti dei display. La stazione di Cerenova non è più presenziata: non ci sono nè biglietteria né sala d`aspetto. Soprattutto di prima mattina i treni da Civitavecchia per Roma viaggiano con forti ritardi, provocando un accumulo di passeggeri in carrozze insufficienti. Se poi ci aggiungiamo che talvolta i riscaldamenti non funzionano, ecco delinearsi lo scenario di un servizio che non è all`altezza della situazione».

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