27 Novembre 2015

Ghinelli: ora la città è più povera La rabbia di sindacati e consumatori

Ghinelli: ora la città è più povera La rabbia di sindacati e consumatori
e la meloni annuncia un «inferno» in parlamento contro il decreto

di DIEGO D’ IPPOLITO PIOVONO LE PROTESTE degli aretini che si sono visti da un giorno all’ altro azzerare azioni e obbligazioni subordinate. Piovono anche i commenti dal mondo della politica e da quello sindacale. «La conseguenza diretta dell’ operazione è l’ impoverimento complessivo del territorio aretino» spiega il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. «Si vocifera anche di una cessione – aggiunge Ghinelli – se questo è il caso in che tempi, in che forme essa avverrà?». Per rispondere aL quesito ci vorrà ancora tempo. « Inoltre – si interroga il sindaco – non posso non chiedermi se questa fosse l’ unica strada percorribile. Ed infine: siamo sicuri che istituti bancari italiani che versavano in condizioni simili, se non peggio, abbiano avuto trattamenti analoghi?». E poi una sferzata non senza una punta di polemica diretta ai parlamentari aretini in quota Pd. «Emerge a mio parere un quadro tutt’ altro che roseo ben diverso da quello che risulta dalle dichiarazioni e dai peana dei parlamentari aretini a favore dell’ azione del governo, che a mio parere – conclude – è invece stata tardiva e penalizzante soprattutto per gli azionisti ed i risparmiatori ai quali va la mia totale solidarietà». «E COSÌ ADESSO dobbiamo pure ascoltare gli applausi dei politici di area governativa in merito al salvataggio di Banca Etruria» fa eco Francesco Macrì di Fdi. «Stiamo vivendo in questi giorni l’ epilogo di una storia di potere tra gruppi che si sono contesi l’ istituto creditizio del nostro territorio»aggiunge Macrì. «Sulla questione sto interessando il capogruppo di Fratelli d’ Italia in regione Toscana e la nostra leader Giorgia Meloni per un intervento nazionale». E infatti in serata è arrivato un tweet in cui la Meloni annuncia «un inferno in parlamento contro questa rapina», una volta che il decreto approderà in aula. «Faccio un appello alla procura della repubblica perché scoperchi tutto quello che c’ è da scoperchiare» conclude secco Macrì. I sindacati Cisl, Fabi e Uilca di Banca Etruria si auspicano invece che, in sede di conversione il decreto possa essere opportunamente emendato «per consentire un recupero, almeno parziale del capitale investito in obbligazioni subordinate da famiglie, pensionati e piccoli risparmiatori in genere» spiegano. L’ ipotesi potrebbe probabilmente passare attraverso le entrate derivanti dai deteriorati che verranno ceduti dalla bad bank. «E’ opportuno infine ricordare – concludono – che i dipendenti di Banca Etruria non hanno mai percepito premi incentivanti a fronte del collocamento di tali prodotti e sono anch’ essi vittime che stanno già ampiamente pagando in termini di sacrifici economici e morali». LA CODACONS ha invece annunciato una azione risarcitoria. «Lo scopo – spiega il presidente Carlo Rienzi – è quello di far ottenere il rimborso totale del valore di azioni e obbligazioni subordinate, chiamando in causa i responsabili della mala-gestione dell’ istituto di credito». Anche dalla Cgil arrivano pesanti critiche. «Ci dicevano che la banca era un gioiellino» racconta Riccardo Fois. «Se i vertici del nostro Istituto non avessero adottato una politica aziendale così spregiudicata calcando la mano su certi strumenti finanziari e facendo continue pressioni sui colleghi pur di raggiungere il budget che gli garantiva premi – si legge nella nota della Fisac Cgil – certi episodi ai quali assistiamo quotidianamente all’ interno delle nostre agenzie non si sarebbero verificati». «La mutata vocazione della Popolare unita alla recessione – affonda Fois – a cui si è unita una scriteriata gestione creditizia, hanno condotto alla crisi irreversiile del nostro istituto».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this