27 Gennaio 2010

“GF”, via il bestemmiatore. Ma è una finta

 
T orpiloquio, psicodrammi ed espulsioni (ma con il beneficio del posticipo), hanno fatto segnare il record stagionale del Grande Fratello lunedì sera. L’attenzione è stata catalizzata dall’eliminazione del concorrente (Massimo Scattarella, detto «pittbull») che aveva pronunciato una bestemmia nei giorni scorsi. Il reality di Canale 5 è stato visto da 7.508.000 telespettatori pari al 31,86% di share, nel giorno in cui il Moige aveva presentato formale denuncia al prefetto contro la trasmissione proprio per la bestemmia.
Il Gf 10 ha così addirittura registrato 1.300.000 spettatori e il 5% di share in più rispetto alla puntata precedente, addirittura uno spettatore su due (il 51,82%) alle 00.09 ha assistito all’espulsione del concorrente barese. Un’espulsione col trucco, però. Gli autori del programma non potevano certo glissare sulla denuncia del Moige e sull’intervento dell’Aiart e del Codacons contro una frase «altamente offensiva per tutti i credenti » (oltre ad attenersi al regolamento del Gf che prevede la squalifica). Ma alla fine ne hanno fatto uno show, dato che il concorrente in questione era uno dei pochi personaggi «forti» del programma. Quindi, fra le scuse del palestrato piangente alla mamma e gli sfarfugliamenti della Marcuzzi su fede e perdono il Grande Fratello ha squalificato, sì, il ragazzone, ma non l’ha espulso dallo show. Ovvero, lo terrà «in punizione» per una settimana, riportando in studio lui e il «casus belli» lunedì prossimo a favore dell’auditel.
Nel frattempo il Moige denuncia il Gf e chiede di sanzionarlo. «Il caso della bestemmia è stato l’ultimo esempio della volgarità che imperversa da anni nel programma » dice Elisabetta Scala responsabile dell’Osservatorio Media del Moige. «Come avvenuto nelle precedenti edizioni, anche stavolta siamo stati costretti a intervenire e sollecitare la giusta espulsione di un concorrente del Gf – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi –. Ma questo episodio, unito all’infinità di parolacce pronunciate all’interno del reality, dimostra come la nostra televisione stia precipitando. Oramai sulle reti televisive italiane un telespettatore è costretto a sentire una parolaccia ogni 20 minuti e un insulto addirittura ogni 8 minuti».

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