13 Febbraio 2020

“Gettonopoli” non ferma Abramo

il sindaco: «sbagliato dimettersi per una indagine». e annuncia querela a granato
CATANZARO – «Siamo ancora in una prima fase di indagine e non bisogna dimettersi anzi, bisogna avere il coraggio di rimanere al proprio posto per difendere la città, così come io la difenderò. Non ci si può fermare perché sarebbe un danno enorme per il capoluogo». Lo ha detto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo in occasione del Consiglio comunale che ha proceduto alla surroga dei cinque consiglieri che si sono dimessi dopo l’ inchiesta nota come “Gettonopoli” in cui sono coinvolti 29 consiglieri comunali (su 32), indagati, a vario titolo, per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ed uso di atto falso. «Tutte le positività della città – ha aggiunto Abramo, che ha anche presentato il nuovo esecutivo nominato la settimana scorsa – non possono essere annullate perché c’ è stata un’ inchiesta sulle Commissioni consiliari dove non c’ è un danno economico, visto che il gettone di presenza scatta dopo un minuto e non si può parlare di danno erariale. Se per ogni avviso di garanzia che ho ricevuto, mi fossi dimesso anche negli anni passati, avrei commesso un errore. Credo che sia una speculazione politica del momento». L’ assise comunale di Catanzaro è tornata a riunirsi dopo un lungo stop dettato dalle ripercussioni, soprattutto mediatiche, dell’ in chiesta della Procura della Repubblica e delle frizioni interne alla maggioranza di centrodestra che ha caratterizzato il periodo antecedente alle elezioni regionali. Fratture apparentemente ricomposte (la lenta marcia di avvicinamento alla Lega da parte di Abramo che si è sostanziata nella candidatura nelle fila del Carroccio di un suo fedelissimo, Filippo Mancuso poi eletto in Consiglio regionale, aveva provocato la reazione di Mimmo Tallini che aveva sfiduciato il sindaco con un documento firmato da 5 assessori e 10 consiglieri forzisti) si sono tradotte nella formazione di un esecutivo comunale che riflette la composizione politica emersa dalle urne nel 2017 eche ha proposto come unica novità la nomina alla carica di vicesindaco Gabriella Celestino. Una figura “tecnica” da sempre vicina al primo cittadino. Non sono mancate le tensioni dentro e fuori dall’ aula dove è stato inscenato un sit in di protesta per chiedere le dimissioni del sindaco e dei consiglieri promosso dal vicepresidente nazionale del Codacons Francesco Di Lieto e dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Bianca Laura Granato. Una protesa al di sotto delle attese della vigilia che di fatto è stata “di sinnescata” dagli interventi in aula. Nel suo lungo intervento in aula per presentare la giunta, Abramo non ha risparmiato una dura replica proprio alla senatrice Granato, che più di tutti in queste ultime settimane ha sciorinato feroci critiche all’ Ammini strazione. Il sindaco si è detto «allibito» da queste critiche: «La senatrice ha ostentato accuse e offese» nonostante «il rispetto che ho sempre avuto per lei» al fine di «ottenere quella visibilità che non riesce ad avere diversamente». Abramo ha annunciato querela per le «offese ricevute» suggerendo alla senatrice penta stellata di «prendere consapevolezza del ruolo che occupa», di «informarsi, studiare, conoscere» perché nel suo ruolo a Roma non si è «mai registrata un’ azione concreta per la città».

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