8 Aprile 2020

Gettonopoli, il Codacons diffida il Comune

Il Covid-19 non stempera il clima di sospetti che al Comune aleggia da mesi e l’ inchiesta “Gettonopoli” torna sulla scena. A rompere la calma da quarantena il Codacons che rispolvera l’ istanza presentata per mettere Palazzo de Nobili alle strette e chiedere tempi certi su risposte alle quali il vicepresidente nazionale, Francesco Di Lieto, non ha intenzione di rinunciare. Anzi. Non vede l’ ora di sborsare quei 26 centesimi a facciata chiesti dal Comune per mettere nero su bianco documenti che potrebbero anche svelare verità scottanti. Questo è il sospetto del Codacons, la molla che ha convinto Di Lieto a tornare sul caso per scoperchiare un’ altra pentola dello scandalo “Gettonopoli”, quella riferita alla precedente consigliatura. Dal Comune erano stati chiari: «Il settore competente evaderà la richiesta compatibilmente con la gravosa attività lavorativa istituzionale in corso e, individuati gli atti, procederà a comunicare ai soggetti giuridici coinvolti la partecipazione al procedimento di accesso». Chiedevano tempo, insomma, puntando tutto sull’ enorme mole di carte, redatte tra il 2012 e il 2017, da vagliare. Ora però sembra non esserci più spazio per una pax arrivata al capolinea. Il Covid – 19, sostanzialmente, non riuscirà a gettare nel dimenticatoio la questione: pur trattandosi di anni non toccati dall’ inchiesta, il Codacons vuole analizzare quelle determine per verificare «la trasparenza amministrativa nonché tutti i possibili condizionamenti subiti dall’ attività consiliare». Da qui l’ ennesimo passo compiuto ieri attraverso una diffida fatta pervenire in Comune e in Procura, l’ ennesima narrazione di una matassa non dipanabile attraverso l’ albo pretorio online di Palazzo de Nobili. Sì, in rete non c’ è traccia di determine, concernenti i rimborsi erogati dal Comune ai datori di lavoro dei consiglieri comunali tra 2012 – 2017, che il Codacons ritiene «interessanti». Da qui la determinazione di Francesco Di Lieto che ora parla espressamente di «disprezzo delle previsioni normative». La misura è colma, insomma, e il Codacons torna all’ attacco, pretende tempi certi e si rivolge alla magistratura affinché «disponga tutti gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti». an.sc. Il vicepresidente Di Lieto:la magistratura accertiquanto avvenuto.

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