17 Maggio 2020

Gettonopoli, fari accesi sul vecchio Consiglio

Antonella Scalzi Gettonopoli, l’ ora della verità sui rimborsi erogati nella consiliatura 2012-2017 scatterà il primo giugno prossimo. Il Codacons ha ufficialmente vinto la battaglia perché l’ istanza di accesso agli atti depositata a febbraio è stata accolta nonostante la due opposizioni motivate presentate dall’ ex consigliere comunale Andrea Ranieri e dall’ attuale presidente del Consiglio, Marco Polimeni. Il Codacons ora dovrà versare al Comune 117 euro ovvero 26 centesimi per ciascuna delle 450 pagine da vagliare, poi potrà mettere gli occhi su quelle introvabili determine della discordia che, in un senso o nell’ altro, dissiperanno i dubbi sulla gestione amministrativa di anni al momento non toccati dall’ inchiesta che a dicembre accese i riflettori sulla gestione delle commissioni consiliari, ma sui quali il Codacons pretende chiarezza. L’ intento è verificare «la trasparenza amministrativa nonché tutti i possibili condizionamenti subiti dall’ attività consiliare» perché il sospetto è che tra quelle 450 pagine ci siano elementi tali da «rivelare verità scottanti». Si tratta di una battaglia giocata sul filo della perseveranza e sbloccata anche grazie a quel colpo sferrato a sorpresa attraverso una diffida presentata in procura quando il Comune mise nero su bianco che la partita non si sarebbe chiusa a breve a causa della «gravosa attività lavorativa istituzionale in corso». Ora l’ attenzione si sposta sui contenuti perché soltanto le carte potranno dire se la faccenda nasconde un vaso di Pandora o se si sta facendo tanto rumore per nulla. Sullo sfondo due opposizioni presentate seguendo ragionamenti divergenti. Puramente formale quella targata Andrea Ranieri perché l’ ex consigliere (Socialisti per l’ Ulivo) sottolinea che all’ epoca non ricopriva più un incarico cessato a maggio 2011. Non si sente parte in causa, insomma, e lamenta «l’ uso arbitrario del proprio indirizzo di posta elettronica». Più pregnante l’ opposizione targata Polimeni che puntava a far valere la possibilità di “rigettare l’ istanza qualora il diniego sia necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno degli interessi pubblici inerente alla conduzione di indagini sui reati e il loro perseguimento”. Capitoli chiusi comunque perché il Codacons ha centrato l’ obiettivo e ora a parlare saranno le carte. Sotto i riflettori i rimborsi erogatitra il 2012 e il 2017.

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