21 Marzo 2019

Gestione idrica, Sorical al palo Slitta l’ uscita del socio privato

alla spa serve mezzo miliardo. codacons all’ attacco
Betty Calabretta Naviga in cattive acque Sorical Spa, la società delle risorse idriche calabresi ormai in “liquidazione permanente”. È ancora in alto mare la sua trasformazione da società mista pubblico-privata a maggioranza regionale, ad ente “in house” della Regione e “braccio operativo” dell’ ancora incompiuta Autorità idrica calabrese. Una struttura interamente pubblica, quella che la Regione vorrebbe, con il mandato cruciale di gestore unico del servizio idrico calabrese. L’ uscita dalla Spa del socio privato, il colosso francese Veolia, era prevista entro questo mese, ma a causa dell’ incompleta ristrutturazione del debito e di corpose incombenze finanziarie ancora da espletare, l’ operazione è in stallo. E l’ exit strategy del socio privato sarà diluita nel tempo, si parla di un differimento a maggio ma forse la tempistica della “separazione” è ancora lunga. Inoltre se il nuovo soggetto pubblico si accollasse da solo la gestione e manutenzione dell’ intera rete acquedottistica calabrese, avrebbe bisogno di un’ iniezione di liquidità pari ad almeno mezzo miliardo di euro. Una situazione realisticamente difficile che fa dubitare anche dei propositi di salvataggio della Società delle acque da parte della Regione, che al momento sembra non volerne sapere del pacchetto di azioni che il socio privato le cederebbe al prezzo simbolico di un euro ciascuna. Intanto due giorni fa i vertici Sorical – il commissario liquidatore Luigi Incarnato e il suo collega per la parte privata Baldassare Quartararo – sono stati auditi dalla Commissione speciale di vigilanza del Consiglio regionale con esiti che hanno suscitato una dura presa di posizione del Codacons. «Si rimane basiti sulle tesi denigratorie portate avanti per giustificare la situazione in cui versa Sorical», sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale dell’ associazione dei consumatori. «Il tutto – aggiunge – senza contraddittorio e dove controllore e controllato si confondono per poi, alla fine, concordare nello scaricare tutte le colpe sui “calabresi che non pagano”. Spiace dover rilevare come nessuno abbia ritenuto di chiedere – sostiene Di Lieto – se le tariffe illegittime richieste ai calabresi siano un’ invenzione del Codacons». Di Lieto cita i rilievi sulle tariffe mossi «dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti e dal Comitato giuridico della Regione». E ricorda ai commissari Sorical (ed anche alla stessa Regione) che la Corte Costituzionale ha «bacchettato proprio la Regione Calabria, affermando che gli adeguamenti tariffari sono di esclusiva competenza dello Stato… mentre in Calabria sono stati determinati dalla Regione o, incredibilmente, dalla stessa Sorical. Intanto i vertici Sorical continuano a tacere mentre la Regione continua a disporre audizioni».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this