27 Settembre 2011

Gestione carente, poche informazioni ai pazienti

Gestione carente, poche informazioni ai pazienti
 

MODENA SONO mesi che la professoressa Maria Grazia Modena, celebrata dottoressa modenese e deus ex machina del reparto di Cardiologia del Policlinico, è al centro di un caso che ha scosso gli ospedali cittadini. Sul piatto ci sono presunti casi di malasanità legati alle pratiche seguite da uno dei laboratori della struttura, quello di Emodinamica, che non avrebbe coinvolto alcuni specialisti necessari per eseguire determinati interventi. La vicenda non si è fermata in corsia, ma è arrivata anche nei corridoi della procura di Modena: Giuseppe Sangiorgi, direttore del laboratorio sotto inchiesta, infatti, è indagato per lesioni colpose. Un altro fascicolo è stato aperto in seguito a un esposto presentato dal Codacons, che riguarda una quarantina di casi di pazienti che hanno subito un intervento, cinque dei quali morti dopo l’ operazione. LA MICCIA dell’ affaire Cardiologia si accende a ottobre 2010. Gianni Spinella, presidente di un’ influente associazione del settore cardiologico, gli Amici del cuore, presenta una denuncia legata a un intervento subito nel reparto che gli è quasi costato la vita. Alle sue pesanti segnalazioni, si aggiungono quelle fatte dall’ associazione dei consumatori, il Codacons, che raccoglie diversi casi di invalidità o addirittura decessi apparentemente legati alla Cardiologia. SOTTO la spinta di queste sollecitazioni, la Regione si interessa del caso: l’ assessore Carlo Lusenti mette insieme una commissione di esperti col compito di valutare l’ operato dei professionisti che lavorano nel reparto. La relazione che da via Aldo Moro viene portata a Modena non è certo tenera: si parla di criticità legate alla documentazione clinica, alle informazioni fornite ai pazienti prima delle operazioni e al mancato coinvolgimento di alcuni specialisti. La direzione generale del Policlinico, ricevuto l’ esito di questa commissione, prende provvedimenti: Sangiorgi si dimette (viene spinto alle dimissioni), la Modena perde la responsabilità diretta dell’ Emodinamica che viene data a un altro esponente del reparto, il professor Rosario Rossi. Intanto alla protagonista della vicenda, la professoressa Modena, scade il contratto: il rinnovo si trasforma nel momento della verità. Il direttore generale Stefano Cencetti nomina una commissione interna con il compito di valutare il suo operato. I medici coinvolti, per ben due volte, danno un parere favorevole: «Rinnoviamo». Cencetti, però, la pensa in modo molto diverso. E, esercitando un suo potere, ribalta l’ esito della valutazione, ?salutando’ la Modena. Al suo posto viene nominato ad interim il suo ?omologo’ della Cardiologia di Baggiovara, il dottor Romeo Zennaro. Cencetti spiega così la decisione: «Nella valutazione fatta dalla commissione, nonostante il parere favorevole, c’ erano diverse criticità. Le stesse che erano state sottolineate dal pool nominato dall’ assessore Lusenti. Nell’ operato della Modena si riscontrano carenze nella gestione del reparto e del governo dell’ equipe». PAROLE che la professoressa ha criticato duramente, in un incontro pubblico volto a chiarire la sua verità. «La direzione, che a questo punto si è presa tutta la responsabilità della scelta ? dice la Modena ? deve spiegare come è possibile essere virtuosi per cinque anni e cambiare così tanto negli ultimi mesi. In me ? continua ? c’ è la crescente convinzione che questa decisione esuli da qualsiasi valutazione professionale e gestionale e rientri invece in un disegno più ampio; un disegno politico, legato alle esigenze di riorganizzazione della sanità locale». La dottoressa ha anche annunciato che farà ricorso, «per tornare a dirigere il reparto a cui ha dedicato tutta la vita. Non mi posso arrendere». d. m.

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