Gennuso minacciato: «Basta, mollo tutto»
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fonte:
- La Sicilia
ROSOLINI. Il deputato regionale Pippo Gennuso, dopo l’ ultima minaccia a mano armata, subita lunedì ha deciso di «mollare tutto». Come ogni mattina si stava recando nella sua azienda agricola di contrada San Basilio, a Ispica, quando è stato fermato da due individui in sella a una moto di grossa cilindrata. «Uno di loro mi ha detto in modo chiaro ‘devi ritrattare o per te è finita’ – ha detto il deputato rosolinese – Prima di andare via, uno dei due ha aperto la giacca e mi ha mostrato la pistola». Il parlamentare di Grande Sud -Cantiere popolare ha sporto denuncia ai carabinieri di Rosolini per una minaccia fa riferimento a un’ estorsione da 50 mila euro subita dal parlamentare regionale e dal figlio Riccardo, legata alla gestione della sala bingo del quartiere Guadagna di Palermo. A luglio, nell’ operazione “Bingo family”, i carabinieri del Ros avevano arrestato tre persone. «Non me la sento più di continuare – dice – Abbiamo già messo in svendita la società e sala bingo. Lo Stato mi ha lasciato solo». Intanto, per la questione delle presunte irregolarità nell’ erogazione dell’ acqua potabile in contrada Granelli a Pachino, nella quale Gennuso è imputato con il collaboratore Penna varia, il tribunale ha emesso un’ ordinanza con la quale ha rigettato le eccezioni della difesa ammettendo la costituzione di parte civile del comune di Pachino, col patrocinio dell’ avvocato Francesca Pennisi, delle associazioni Codici Sicilia e Codici Onlus oltre al Codacons con il patrocinio dell’ avvocato Manfredi Zammataro, di cinque utenti privati rappresentati dagli avvocati Giovanni Giuca e Dell’ Ali. La difesa aveva eccepito sul fatto che il comune di Pachino non è un soggetto preposto al controllo dell’ acqua, le altre per carenza di documenti.
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