16 Maggio 2001

Genitori rassegnati: inutile prendersela con i medici

Genitori rassegnati: inutile
prendersela con i medici

Non accusiamo nessuno, tanto i dottori hanno sempre ragione…». Parla il padre del bambino morto in treno ieri mattina nei pressi di La Spezia. Distrutto dal dolore insieme alla moglie racconta che «il primario di pediatria dell`ospedale di Agusta ci aveva assicurato che il bambino poteva fare il viaggio in treno.» Poi alle 7 di questa mattina «quando siamo andati a dargli l`ultima poppata abbiamo scoperto che nostro figlio era morto». Il bimbo – raccontano ancora – aveva la bronchite, seri problemi respiratori e soffriva di una forte infezione alla faccia. Negli ultimi tempi, riferiscono i genitori, aveva subito diversi ricoveri in ospedale.
Non mancano le reazioni allo sconcertante episodio. Il Codacons ha chiesto alla procura di Pisa di aprire un?indagine per omicidio colposo e omissione di atti dovuti. E il Tribunale per i diritti del malato interviene definendo l?episodio «un duro richiamo alla realtà» sui viaggi della speranza. Per Stefano A. Inglese, responsabile delle politiche nazionali del Tribunale per i diritti del malato sono «ancora troppi questi viaggi della speranza, ancora troppe le situazioni nelle quali alle famiglie tocca farsi carico della difficoltà di disporre di strutture sanitarie affidabili sul territorio nel quale vivono».

«Casi come quello del bambino di Augusta – aggiunge Inglese – tra qualche giorno torneranno nell?anonimato delle statistiche sanitarie e ci riportano con durezza alla realtà, che non è fatta di dispute ideologiche sui diversi modelli di sanità ai quali ispirarsi o di dibattiti su come far quadrare i bilanci. Alle Regioni, sulle quali si sommano e si concentrano sempre di più le responsabilità legate al governo effettivo della sanità del paese e che legittimamente rivendicano il loro ruolo, spetta il compito di fare della programmazione sanitaria uno strumento effettivo per tener conto dei bisogni concreti delle popolazioni delle quali devono garantire la tutela della salute».

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