4 Marzo 2003

Generali, La Malfa: “Fazio deve dimettersi“

Generali, La Malfa: “Fazio deve dimettersi“



Critiche sul governatore della Banca d`Italia favorevole all`intervento di Unicredito. La Malfa: “Fazio non può svolgere attività di politica economica“. Duro Cossiga; Fassino e Marzano difendono il governatore



MILANO ? Scuote anche il mondo politico la vicenda delle Generali. Critiche ed elogi piovono soprattutto sul governatore della Banca d?Italia Antonio Fazio, che ha detto di essere favorevole all?intervento di Unicredito nel capitale del Leone di Trieste. Deve andare via, chiede senza mezzi termini Giorgio La Malfa, presidente della commissione Finanze della Camera. Con lui l?ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, mentre per il leader dei Ds Piero Fassino èconvinto che la posizione assunta dal governatore è positiva perché evita la scalata di gruppi stranieri alla prima compagnia assicurativa italiana. E anche i consumatori intervegono nel dibattito, criticando Fazio e prendendo la palla al balzo per accusare l`intero sistema bancario e finanziario di essere inefficiente e troppo costoso. Da parte del governo, interviene il ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano: “Trattandosi di società quotata in Borsa non interveniamo. In generale l`esecutivo ha tra i suoi obiettivi anche la necessaria difesa della italianità di determinate società“.

“In questa situazione si devono chiedere le dimissioni del Governatore?, spiega a Radio Radicale La Malfa, ?la verità è che siamo di fronte a una grave crisi bancaria che parte da un Istituto molto vicino al potere della Banca centrale e che travolge lo stesso Governatore“. La Malfa si chiede: “Il governo può sopportare che il Governatore della Banca d`Italia svolga una politica economica dopo l`uscita dello Stato dall`economia? Abbiamo deciso di abolire l`Iri per avere la Banca d`Italia che decide quello che prima decideva l`Istituto per la Ricostruzione Industriale? Sono problemi istituzionali molto delicati che impongono al governo una decisione molto rapida sui vertici di Via Nazionale“. E poi aggiunge: ?Il governo non può sopportare tutto questo, deve prendere atto che Fazio non è nelle condizioni di poter esercitare con equilibrio il suo mandato. Mi dispiace di non aver firmato, a suo tempo, la proposta Tabacci circa le funzioni di vigilanza nel sistema bancario“.

Fassino dei democratici di sinistra, invece, plaude il governatore di Bankitalia. “Siamo in presenza di un passaggio molto delicato e porsi l`obiettivo che una grande compagnia di assicurazioni continui ad essere italiana è giusto“. Il leader dei Ds ha sottolineato che “bisogna individuare forme e modalità per garantire, nel rispetto delle regole del mercato e della concorrenza, che gli asset fondamentali finanziari e produttivi del paese non vengano dismessi. Nessuno ? ha aggiunto- può guardare a cuor leggero l`ipotesi che il controllo di un gruppo come le Generali passi in mani straniere. Questo non per un antistorico protezionismo ma non è indifferente quali sono le vocazioni e le strategie di un gruppo che, se passasse ad altri paesi, potrebbero essere difformi da quelli che sono gli obiettivi dell`economia italiana“. Fassino è poi tornato sul conflitto di interessi del presidente del Consiglio. “Non è mistero che c`è anche chi pensa la realizzazione di un rapporto organico tra Generali e Mediolanum che fa capo alle attività private del premier. Penso sia sconsigliabile che si realizzi uno scenario in cui il premier venga a trovarsi al centro della riorganizzazione del sistema assicurativo italiano. E anche questa è solo l`ultima riprova del fatto che in Italia il conflitto d`interessi c`è e dovrebbe essere risolto mentre la legge presentata non lo risolve affatto“.

Intanto, Cossiga torna a criticare il Fazio. “L`amico Antonio non crede, a quanto ne so io, né che io capisca un po` di banca e finanza (e pensa che io abbia un suggeritore) né che io conosca leggi e regolamenti nazionali ed europei che disciplinano l`attività bancaria e finanziaria e ciò che è l`attività delle banchette nazionali ex centrali. Pero` forse pensa che io sappia un po` di diritto generico, un po` di filosofia e teologia (un po` meno di lui) e che io sia soprattutto un uomo da marciapiede della politica. Quando interrogo il presidente del Consiglio e il ministro dell`Economia per sapere se la scalata ostile alle Generali da parte di una banca mezzo disastrata e di un`altra che se la vuole mangiare (non sapendo Profumo che alla fine Geronzi si mangerà a lui) è autorizzata dal governatore dovrebbe aver capito che ho usato il termine autorizzare per un atto di amicizia verso di lui, ma se proprio crede che non abbia capito, posso correggere il termine autorizzazione ad essere cattivi con complicità ad essere più buoni con favoreggiamento“.

E nella vicenda di Generali, prende la parola anche l?Assogestioni, che assicura come i gestori di fondi saranno “autonomi e trasparenti“. “Per definizione – ha spiegato Guido Cammarano, presidente di Assogestioni – i fondi sono autonomi e l`hanno dimostrato più volte, la loro autonomia è un dato di fatto“. Il ruolo attivo invece, ha proseguito il presidente di Assogestioni, “dipenderà dalle scelte dei singoli gestori nel prendere le decisioni che riterranno più opportune nell`interesse dei risparmiatori“.

Per le associazioni dei consumatori Codacons, Adusbef e Federconsumatori la Banca d`Italia “rappresenta un serio problema, sia per il mercato che per l`efficienza del sistema bancario ed i relativi standard di qualità non commisurati agli elevati costi dei servizi bancari e finanziari erogati agli utenti bancari ed alle imprese“. Inoltre per loro, il caso Generali è “solo l`ultimo di una numerosa serie delle indebite ingerenze della Banca d`Italia“ e “squarcia quel velo di sacralità dietro il quale l`Istituto si è sempre nascosto“. Codacons, Adusbef e Federconsumatori affermano anche che “ciò che interessa ai consumatori ed al Paese è l`intreccio incestuoso che la Banca d`Italia continua ad avere con le maggiori banche essendo da esse controllata; l`anomala assegnazione del ruolo Antitrust sugli istituti di credito che impedisce la concorrenza ed ingessa il mercato; la carica a vita di un Governatore che non risponde ad alcuno del suo operato; ma soprattutto che la Banca d`Italia e le istituzioni direttamente controllate possano esprimere, nelle assemblee degli azionisti, quei consensi o quei dissensi eterodiretti da un Governatore che dovrebbe restare super-partes invece di decidere secondo requisiti di `amicalità` rispetto a quelli più obiettivi di efficienza e trasparenza del mercato“.



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