18 Gennaio 2002

Gelo nei campi, prezzi alle stelle

Gelo nei campi, prezzi alle stelle
Aumenti non sempre giustificati. Coldiretti: stato di calamità

Gli agricoltori lamentano danni per 250 milioni di euro dovuti alle avverse condizioni meteorologiche, in particolare al protrarsi della siccità. Ma gli economisti segnalano che incidono anche le irrazionalità e le speculazioni della catena distributiva. I consumatori chiedono controlli ai vigili urbani e ai Nas

Milano. Ora lo certifica anche l`Istat: i prezzi di prodotti alimentari continuano a salire. I dati si riferiscono a dicembre, ma è esperienza comune in questi giorni l`aumento dei generi ortofrutticoli, che non sono solo figli degli arrotondamenti dell`euro. La Coldiretti chiede che venga riconosciuto lo stato di calamità naturale per un settore messo in crisi da gelo e siccità. Ma gli esperti precisano che non tutti gli aumenti sono giustificati.
Dalle rilevazioni sui prezzi al consumo, rese noti ieri dall`Istat, risulta che prodotti alimentari e bevande analcoliche sono cresciuti del 4,3% tra dicembre 2000 e dicembre 2001, mentre il confronto tra l`intero 2000 e l`anno scorso fa segnare un aumento del 4,1%. E si tratta dell`aumento più elevato tra tutte le voci che compongono il paniere sotto esame. Il dato generale annuo segnala un aumento dell`inflazione pari al 2,7%. Ma questi dati non spiegano ancora i rincari di questi giorni, che fanno temere un`impennata inflattiva nei prossimi mesi. Luigi Santamaria, direttore del Laboratorio di statistica applicata alle decisioni economiche all`Università Cattolica di Milano, sottolinea qualche «irrazionalità» nei passaggi della catena distributiva alimentare rispetto ad altre merci, per esempio l`abbigliamento. «Infatti i prezzi all`origine – precisa – non sono aumentati tanto». Anche Dario Casati, direttore del Dipartimento di Economia agraria all`Università di Milano, rileva che il maggiore aumento degli alimentari «non è consueto. Anzi, sono stati proprio questi prodotti ad avere contribuito a tenere bassa l`inflazione, quando viaggiava in doppia cifra alla fine degli anni Settanta». Addirittura «i prezzi agricoli di base sono diminuiti del 30% dal `92 a oggi, ma non sempre tale riduzione si è ripercossa nei costi per il consumatore». A pesare sono anche l`aumento dei costi energetici (sia per il trasporto, sia per i concimi, sia per il riscaldamento delle serre). Ma gli aumenti «sono giustificati solo in parte. Per un`altra quota – continua Casati – sono legati a logiche speculative dell`apparato distributivo. E la siccità darà problemi solo se durerà fino al periodo delle semine primaverili. O per l`irrigazione estiva a causa dell`abbassamento delle falde».
Il grido di dolore degli agricoltori viene lanciato da Coldiretti. L`associazione guidata da Paolo Bedoni segnala che la mancanza di pioggia ha già provocato danni che sono stati stimati in circa 250 milioni di euro e chiede l`avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. In Piemonte si sta vivendo l`inverno più arido degli ultimi 80 anni, segnala Coldiretti: nelle Langhe e nell`Astigiano il 30-35% delle viti potrebbe non germogliare in primavera. Mentre nelle province di Torino e Cuneo potrebbero risultare compromessi i raccolti estivi del grano. In Lombardia le colture seminate lo scorso autunno (frumento, orzo, segale) manifesteranno pesanti sofferenze sulle piantine già ora ingiallite e rinsecchite. Ma la preoccupazione maggiore, secondo Coldiretti, riguarda l`irrigazione estiva del mais, perché i laghi Maggiore e di Como non avranno acqua sufficiente. Emergenza idrica per l`abbassarsi della falda anche in Veneto. In Puglia si annuncia un anno nero per le produzioni di finocchi, cavolfiori, broccoletti di rapa e lattuga. Un po` di tregua è venuta dalla neve nel Lazio, purché ora non si trasformi in gelo. La crisi in Sicilia, per gelate e venti sciroccali, riguarda la produzione di agrumi. Ortaggi compromessi da siccità e gelate anche in provincia di Cagliari, nel Campidano.
Ma sugli aumenti i consumatori vogliono vederci chiaro. Federconsumatori ha sollecitato vigili urbani e Nas a intervenire. Mentre il Codacons di Firenze ha presentato una denuncia alla procura contro «ignoti speculatori». Franco Podestà, presidente dell`Associazione piemontese grossisti ortofrutticoli, si difende: «Le condizioni climatiche del momento hanno ridotto la produzione di alcune verdure, ma la domanda non è calata, quindi i prezzi sono sì saliti, ma non di tre volte o dieci come tanti hanno detto».

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