1 Marzo 2018

Gelo, allerta bis: garantito solo l’ 80% dei treni

interessata la direttrice napoli-roma-milano. stop ai mezzi pesanti in cinque regioni
ROMA Gelo e neve, Ferrovie proclama l’«emergenza grave» in nove regioni italiane anche per oggi. Basta questa sintesi per capire come siano destinati a proseguire per un altro giorno, il quarto, i disagi, fatti di ritardi e cancellazioni, iniziati lunedì mattina dopo che la stazione Termini è andata in tilt per una nevicata non proprio epocale. Ieri 37 treni dell’ Alta velocità sono stati cancellati, i regionali si sono fermati con percentuali che oscillavano tra il 50 e il 70 per cento a seconda della regione. Per oggi lo scenario è altrettanto complicato. Prima di tutto, rivediamo l’ elenco di regioni per le quali Ferrovie ha deciso di attivare il «piano neve e ghiaccio», con un livello di allarme «grave», il più alto: sono Lazio, Marche, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia, Veneto e Lombardia. Spiegazione ufficiale di Rfi, la società del gruppo Ferrovie che gestisce le infrastrutture: «La riduzione si rende necessaria, stante le previsioni di nevicate e fenomeni di gelicidio, per garantire una migliore regolarità del servizio ferroviario». Proprio alla luce del flop di inizio settimana, quando gli scambi della stazione più importante d’ Italia, Termini, sono andati in tilt a causa di neve e ghiaccio, alle le Ferrovie hanno deciso di essere molto prudenti. Per vigilare sui «deviatori» ed evitare una nuova resa al ghiaccio, saranno schierati tra Roma e il resto del Lazio 350 operatori. Bene, ma in termini pratici cosa cambierà per chi viaggia come il piano neve e ghiaccio? Prima di tutto, sulla direttrice Napoli-Roma-Milano, l’ Alta Velocità riduce i treni, solo l’ 80 per cento è garantito, come già è successo ieri e martedì. A Trenitalia garantiscono che ieri i ritardi sono stati limitati ai 15 minuti, dopo la debacle dei giorni precedenti, mentre non vale più la concentrazione dell’ Alta velocità su Tiburtina, torna in vigore la programmazione normale che prevede il passaggio delle Frecce o di Italo anche da Termini. Per i treni regionali il conto da pagare è perfino più salato: in quattro regioni (Lazio, Lombardia, Friuli Venezia-Giulia e Marche) le corse garantite sono il 70 per cento, nelle altre cinque invece addirittura il 50. Da Italo, l’ altro gestore dell’ Alta Velocità, hanno spiegato: anche per la giornata di domani «è stata richiesta dal gestore della rete la soppressione di alcuni servizi. La società, che si è già attivata per i dovuti rimborsi, si scusa nuovamente per il disservizio non dipendente dalla sua responsabilità e dal quale risulta gravemente danneggiata». Questa è la partita aperta ora: da una parte Italo potrebbe rivalersi su Rfi, dall’ altra in tutte le stazioni ci sono lunghe code agli uffici delle due compagnia dell’ Alta Velocità per chiedere un rimborso del biglietto. Ma se la situazione non tornerà alla normalità tra domani e domenica, molti italiani che studiano e lavorano in una città differente da quella di residenza, non potranno andare a votare o semplicemente rinunceranno a causa delle difficoltà da affrontare per tornare casa. Commenta Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «Le scuse dell’ ad di Ferrovie non bastano. Se davvero Mazzoncini ha a cuore gli interessi degli utenti, disponga risarcimenti monetari in favore dei viaggiatori coinvolti nelle odissee ferroviarie delle scorse ore. Le Ferrovie dovranno affrontare le indagini della magistratura, a seguito dell’ esposto che abbiamo inviato sul tavolo di 104 Procure Già 250 passeggeri hanno scaricato dal nostro sito il modulo per chiedere il risarcimento danni alle società ferroviarie». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
mauro evangelisti

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